Il Tirreno

Non è in reparto, denunciato chirurgo

di Claudio Figaia
Non è in reparto, denunciato chirurgo

Il collegio sindacale: cercato invano per due ore e mezzo in tutto l’ospedale. Nel 2005 coinvolto in una vicenda analoga

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MASSA. Il chirurgo che dovrebbe essere di turno ma non è nè in sala operatoria, nè in reparto e neanche in un’altra parte dell’ospedale. I pazienti delle camere a pagamento che non pagano (perchè il personale non presenta alcun conto); il registro entrate/uscite del personale tenuto in maniera non corretta. Il danno erariale (presunto) per i clamorosi ritardi nella realizzazione della Residenza assistita per anziani (Rsa) a Massa.

A scoprire queste (e altre) magagne nel mondo della sanità apuana – dove evidentemente non c’è solo il maxi buco da oltre 300 milioni – è stato il collegio sindacale. Sì, proprio loro, i distinti commercialisti che in ogni azienda sono chiamati a verificare la correttezza dei bilanci. Professionisit a cui la legge riconosce anche il potere di compiere verifiche “sul campo” per accertare che i principi di economicità nelal conduzione dell’azienda vengano rispettati. Cosa che i componenti del collegio ha fatto puntualmente. Scoprendo episodi e situazioni in qualche misura sconcertanti. Che hanno riportato nero su bianco nel verbale che accompagna il bilancio Asl chiuso il 31 dicembre 2011.

La denuncia più clamorosa riguarda il chirurgo (presunto) assenteista. È il 28 aprile del 2011 quando il presidente del collegio sindacale Vincenzo Minici si presenta al primo piano dell’ospedale di Carrara, reparto chirurgia. Nei pressi della sala operatoria ci sono la caposala, un infermiere, altri lavoratori. Manca, però, il dirigente medico. Il quale ha sì timbrato il cartellino in entrata, ma in reparto non c’è E risulta non essere neanche in altri piani del monoblocco dell’ospedale. Per due ore e mezzo, così riferisce la relazione del collegio, si attende la comparsa del chirurgo. Niente: il medico non si palesa, non si trova.

A quel punto – citiamo ancora il verbale – il presidente del collegio dei revisori va al posto di polizia ospedaliera e stende un primo verbale di quanto riscontrato. La mattina dopo, lo stesso dottor Minici va in commissariato e formalizza una denuncia. Scoprendo così anche un’altra cosa.Che il medico assenteista è un recidivo. Nel senso che nel 2005 era stato denunciato alla procura della Corte dei conti per un analogo comportamento. Uno, insomma (se le accuse verranno confermate) con il vizietto dell’assenza dal posto di lavoro. Assenza che è in genere poco tollerata, figuriamoci quanto dovrebbe esserlo nel caso di un chirurgo di turno in sala operatoria.

Ma quali provvedimenti sono stati presi nei confronti del sanitario? Per ora nessuna sospensione o rimozione dal servizio: si attende l’esito del procedimento che è ancora in corso.

Ma i rilievi dei componenti del collegio su eventuali comportamenti “dannosi” (per l’erario) del personale della Asl, non si fermano qui. Dai controlli sui registri entrate/uscite dei dipendenti per motivi di servizio compiuti nel corso del 2011 i commercialisti-detective accertano (anche questo è riportato nel verbale) la “non corretta od omessa tenuta dei suddetti registri”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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