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A Gianfelice Facchetti, figlio dell’indimenticabile Giacinto, il premio Bancarella Sport

A Gianfelice Facchetti, figlio dell’indimenticabile Giacinto, il premio Bancarella Sport

Un lieve pioggia ha bagnato la fase finale del 49° Bancarella Sport, proprio quando lo spoglio delle schede aveva decretato come vincitore Gianfelice Facchetti con il suo "Se no che gente saremo" (Longanesi)

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Un lieve pioggia ha bagnato la fase finale del 49° Bancarella Sport, proprio quando lo spoglio delle schede aveva decretato come vincitore Gianfelice Facchetti con il suo "Se no che gente saremo" (Longanesi). Un piccolo scroscio che ha costretto i presenti a trovare rifugio sotto i portici di piazza della Repubblica a Pontremoli, ma che certo non ha frenato la gioia del vincitore del Premio che ha conquistato la preziosa fascietta con un libro dedicato a suo padre, l'indimenticabile campione dell'Inter e della nazionale Giacinto Facchetti. "è chiaro che un figlio non può fare una biografia obbiettiva - ha raccontato con emozione durante la fase di dibattito che ha anticipato lo spoglio delle schede - troppo il legame di affetto che lega ai ricordi. In questo libro ho quindi cercato di volare alto e più che fare una biografia di mio padre ho tentato di trasmettere i suoi valori di rispetto, di umanità che si evidenziavano nella vita come sul campo da calcio".

Una vittoria importante per il Bancarella Sport che vedeva oltre al volume di Facchetti altri cinque libri di grande valore, come ricordato anche da Paolo Liguori, ormai da anni conduttore della serata conclusiva del Premio e membro della giuria, "Passi da gigante. La mia vita vista dall'alto", (Rizzoli?) di Dino Meneghin e Flavio Vanetti in cui il celebre cestista racconta la sua straordinaria carriera tra aneddoti e ricordi, "Testa alta, due piedi. Storie di calciomercato", (Absolutely Free Editore)? di Fulvio Esposito, giornalista napoletano che racconta con tratto ironico 50 anni di calciomercato in Italia, "La storia balorda", (Instar Libri)? di Marco Ballestracci che parlando dei mondiali di calcio in Argentina del 1978, mette in luce il dramma dei Desaparecidos, "Volevo solo giocare a calcio" (Mondadori) di Pierdomenico Baccalario (cui sicuramente il Bancarella vuole bene visto che è il detentore del Premio Bancarellino 2012) che narra la vera storia di Adriano Ferriera Pinto, la stella brasiliana dell'Atalanta ed infine? "La Partita" (Feltrinelli) in cui l'autore Stefano Ferrio immagina di concludere dopo oltre trent'anni una partita rimasta sospesa e così facendo prova a tratteggiare i mutamenti occorsi in questo lasso di tempo.

Alla serata ha partecipato anche il celebre giornalista Gianni Minà che nel pomeriggio era stato consegnato Il Premio Giornalistico Bruno Raschi 2012.

Prima dell'avvio del programma del Bancarella Sport si era svolta al Campo sportivo "La Pineta" la cerimonia di intitolazione a Leonello "Nene" Romiti dell'impianto. "Per ricordare uno sportivo di grande valore ma soprattutto una persona sai valori profondi e legati con la città di Pontremoli". Per l'occasione l'Associazione Veterani dello Sport allestirà nel Campo sportivo un'esposizione di caricature sulla storia dei calciatori pontremolesi del 1952. (Riccardo Sordi)

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