Sicurezza
Si recupera a domicilio tutto l’olio del fritto
Una coop vara la raccolta porta a porta in ristoranti, sagre, condomini. Occupazione per i disabili
MASSA. Parte il recupero porta a porta degli usati. Sì, l’olio del fritto fatto in casa, o alla sagra o, meglio ancora al ristorante,
Quello casalingo si sa che fine fa ora: finisce nel lavello, nelle fogne e sfugge talvolta anche al depuratore per finire in mare. «Un danno ambientale da evitare - dicono in coro Andrea Ofretti, assessore all’ambiente e Carlo Paolini, presidente di Asmiu - e ora è possibile invece avviare un percorso virtuoso per recuperare il materiale, favorire l’occupazione, limitare i danni ambientali».
Della gestione del progetto si occupa la cooperativa sociale Apua Biosolar che impiegherà disabili.
«Abbiamo distribuito contenitori ai ristoranti, ai condomini. Partiremo inizialmente suMassa e Aulla ma a poco a poco ci allargheremo a tutta la Provincia - spiega il direttore Giovanni Rosi - Contiamo di recuperare circa 40tonnellate di prodotto al mese».
L’olio vegetale usato è tutto recuperabile, anzi trasformabile, come spiega l’ingegner Tommaso Lorenzoni.«In un grande capannone abbiamo le macchine che lavorano l’olio combusto e lo rendono utilizzabile subito per altri scopi. Dalla produzione di energia alternativa, all’uso nel biodiesel o nella benzina verde».
L’appello di Comune, Asmiu e Coop è rivolto ai cittadini: «Serve collaborazione. Una famiglia statisticamente consuma un litro di olio una bottiglia di plastica, quelle dell’acqua, al mese. Basta mettere l’olio da parte e noi ogni mese passeremo a ritirarlo a casa».
A domicilio anche il ritiro nei ristoranti, nei pub e in tutte le attività dove c’è consumo di olio vegetale.
«Crediamo molto in questa operazione - conclude Rosi - e contiamo di poter raccogliere discrete quantità di oli da riciclare in breve tempo. Cresceremo insieme alla raccolta, passo passo. Si tratta di un servizio in più che certamente i cittadini apprezzeranno. E anche l’ambiente...».
La raccolta dell’olio usato veniva fatta finora dall’Asmiu: c’era un punto di raccolta. Il risultato? Circa 8 tonnellate di olio l’anno. Adesso si punta alle 40 al mese, ovvero alle 500 tonnellate all’anno. Tutta un’altra cosa. Con la raccolta crescerà anche l’occupazione. Non è poca cosa di questi tempi.
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