Il Tirreno

Mor nega il rinvio: «Varo il 25 luglio»

di Cinzia Carpita
Mor nega il rinvio: «Varo il 25 luglio»

Rsu sul piede di guerra, intenzionata a bloccare la nave Rfi in bacino fino al 2 agosto: ma chiediamo aiuto alle istituzioni

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CARRARA. «Il varo va fatto», «E noi lo blcchiamo». Nuovo braccio di ferro, che nessuna delle due parti voleva, ma c’è: fra sindacati dei lavoratori e vertici Nca. E ora c’è il rischio concreto di una nuova nave in ostaggio nel bacino del cantiere, per la vertenza sempre più calda. Perché alla richiesta fatta dai rappresentanti sindacali di far slittare di una settimana il varo della nave Rfi, fino all’incontro a Roma previsto per il 2 agosto prossimo, il manager Luigi Mor ha risposto ieri di no, durante la riunione in Assindustria pre la formalizzaizone della cassa integrazione in deroga. E lo conferma lui stesso: «Il 25 luglio la nave deve essere varata. Ho già rinviato due volte accogliendo le richieste dei lavoratori senza null’altro in cambio. Ci sono attività che devono essere effettuate con lo scafo in galleggiamento. E se il 2 agosto dopo l’incontro al ministero, ci saranno altre insoddisfazioni dei lavoratori? Non possiamo rinviare all’infinito il varo: su di esso non c’è il rischio di penali, ma sulla data di consegna finale della nave sì. Che è per i primi di dicembre. Ho delle responsabilità e devo rendere conto».

Ma dalla rsu arrivano conferme di quanto già ventilato nell’assemblea di giovedì: iniziative nel caso di un diniego al rinvio del varo. Iniziative tese a bloccarlo fino al 2 agosto: la nave Rfi rappresenta per come la vedono i lavoratori una sorta di garanzia nella trattativa col governo. Se viene varata e quindi messa in banchina, può salpare e nel cantiere non resta più nulla.

E siccome l’azienda pare fermamente intenzionata a procedere, anche contrapponendo a eventuali e probabili scioperi, l’aggiornamento della data del varo di volta in volta nei giorni successivi, è facile capire che la prossima sarà una settimana cruciale. Da braccio di ferro.

Infatti, da lunedì, la rsu intende contattare le istituzioni affinchè convincano l’azienda a rinviare il varo, mitigando così la tensione. «Facciamo appello all’azienda – dicono rappresentanti della rsu – Ci troveremo costretti a fare azioni che non avremmo voluto. Per una settimana, dal 25 luglio al 2 agosto, si potrebbero continuare alcuni lavori in bacino. Se scioperiamo non saranno fatti neppure quelli. E se attueremo iniziative forti vorremmo che le istituzioni non ci lasciassero da soli. Ma speriamo che proprio le istituzioni riescano a convincere l’azienda al rinvio. Deve essere compresa la nostra situazione: siamo in cassa integrazione in deroga, non abbiamo certezze sull’occupazione futura, c’è il rischio di liquidazione».

Lo stato d’animo è pessimo fra i lavoratori. 158 diretti con altrettante famiglie da sfamare. Il progetto Ocean Independence è l’unico spiraglio ma ancora con molte incognite: il piano industriale dovrebbe essere rivelato (ma qualcosa è già stato detto) il 2 agosto. E comunque si passa dalla navalmeccanica al refitting dei mega yacht i in acciaio.

E’ probabile che la rsu di Nca attenda una risposta formale da parte di Mor, in merito alla data del varo. Ma il manager ieri, ha dichiarato al “Tirreno” : «Il mio non è un atteggiamento da duro. I rinvii già concessi dimostrano i nostri sforzi di buona volontà verso i lavoratori. Il varo doveva esserci il 30 maggio scorso. Rispetto alla nuova richiesta, la mia risposta ufficiale l’ho data stamani (ieri, ndr.) ai sindacati. Il varo intendiamo farlo il 25 luglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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