Il Tirreno

il caso delle sentenze impugnate

Il giudice di pace Maggio: non c’è guerra con il Comune

CARRARA. Sul caso delle sentenze del giudice di pace dottoressa Francesca Maggio, soprattutto relative a violazioni del codice della strada, da lei annullate e impugnate dal Comune, la stessa...

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CARRARA. Sul caso delle sentenze del giudice di pace dottoressa Francesca Maggio, soprattutto relative a violazioni del codice della strada, da lei annullate e impugnate dal Comune, la stessa dottoressa Maggio spiega in una nota: «Nessuna "guerra" è in atto tra il Comune di Carrara e l'ufficio del giudice di pace di Carrara e tanto meno con i singoli giudici che lo compongono i quali intrattengono ottimi rapporti con gli agenti di Polizia Municipale delegati dal sindaco che lo rappresentano nelle opposizioni alle sanzioni amministrative che bisettimanalmente si avvicendano presso gli Uffici dei singoli giudici. Personalmente - aggiunge fra l’altro - mai nessun reclamo mi è stato rivolto, in ordine alla gestione dei ricorsi amministrativi, da parte del sindaco del Comune di Carrara, o di coloro che lo rappresentano. Ad oggi nel registro delle impugnazioni preso la Cancelleria del Giudice di Pace risultano impugnate nell'anno 2012 da parte del Comune di Carrara 6 sentenze, e non 60, come asserito negli articoli di cronaca, e ciò su ben 155 sentenze emesse tra il 2011 ed il primo semestre 2012. Preciso, comunque, che l'impugnazione non comporta necessariamente l'accoglimento, da parte del Giudice di Appello, delle doglianze del Comune di Carrara. Pertanto trovo del tutto gratuito e disdicevole il processo sommario cui sono stata fatta oggetto, da parte dei rappresentanti della stampa locale. Inoltre sono state virgolettate, negli articoli a cui mi riferisco, alcune frasi, estrapolate dalle motivazioni delle mie sentenze, che stravolgono completamente il senso delle stesse e, sempre virgolettate, mi sono state attribuite frasi che non ho mai pronunciato», osserva la dottoressa Maggio.

Inoltre, l'ufficio del giudice di pace di Carrara nelle persone dei dottori Antonio Cantelli giudice di Pace Coordinatore e Rino Tortorelli «si dichiara solidale con la dottoressa Francesca Maggio che, in quasi vent'anni di servizio, ha dato dimostrazione di alta professionalità ed equilibrio».

Anche l’avvocato Paolo Barsotti ci ha inviato una riflessione sul caso, nella quale dice fra l’altro: «Le sentenze, quale che sia l'altezza dello scanno da cui promanano, in primo luogo, si rispettano, poi, ove non si condividano, si impugnano; ma su di esse non è concesso spazio al chiacchericcio. Questa, vivaddio, dovrebbe esser la regola in uno stato di diritto», afferma l’avvocato Barsotti. E ancora: «Sarebbe veramente disdicevole se prendesse campo la moda che consentisse alla parte soccombente - o che si ritenesse tale - d'adoprar la stampa per censurare un decisum giudiciale che può, invece, trovar correzione solo attraverso lo scrutinio successivo del Magistrato di grado superiore». «Il fatto è che, per arrivare alla verità, anche sotto il profilo della Giustizia, occorre essere in due: uno che la sappia esprimere e l'altro che la sappia comprendere; ecco perché è norma che chi soccombe - fosse anche il Comune - non debba lagnarsi, ma solo appellare le decisioni che ritiene di non dover accettare. Soprattutto senza gridare allo scandalo», conclude.

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