Sicurezza
Fermo l’acquisto dell’area alla Eaton sale la tensione
L’assessore Simoncini conferma la volontà della Regione di «andare avanti» ma i tempi si allungano ancora. E della Marcolini si riparlerà in autunno
MASSA. Facce lunghe, voglia di protesta – «occupiamo la strada, occupiamo la fabbrica», dice qualcuno – tra gli ex lavoratori della Eaton al termine dell’incontro in municipio con l’assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini. Sul fronte della re-industrializzazione ormai da mesi “non si muove foglia”, ma in queste ultime settimane sono emersi nuovi intoppi che rendono ancora più difficile il percorso verso il riutilizzo delle aree. Si tratta dell’intervento della Banca d’Italia che, in sostanza, impedisce a Fidi Toscana, la finanziaria controllata dalla Regione di intervenire con capitale proprio in operazioni si “salvataggio” e sostegno alle imprese, come nel caso di Eaton. Un blocco che sta paralizzando il percorso che la stessa Regione, il Comune di Massa e lo stesso ministero dell’Industria hanno messo in moto con un accordo di programma ancora tutto da attuare. Necessario, dunque, trovare una soluzione operativa alternativa: il presidente della Toscana Enrico Rossi ha confermato la sua volontà di andare avanti; volontà ribadita ieri dal suo assessore Simoncini. In altre parole: la Regione conferma di voler acquistare l’area Eaton, solo che deve trovare il modo per finanziare questa operazione.
«L’acquisizione dei terreni di via Aurelia – spiega il sindaco Roberto Pucci che ha partecipato all’incontro di ieri – è la condizione necessaria per avviare il processo di re-industrializzazione. Una qualsiasi azienda intenzionata a insediarsi in una porzione dell’area sarebbe oggi di fatto bloccata ».
Tant’è che le diverse proposte di insediamento produttivo con il ri-assorbimento del personale ex Eaton devono optare per capannoni e terreni diversi. Come nel caso della Marcolini, l’azienda bresciana che intende avviare la produzione di siringhe “ultima generazione” assumendo una settantina di ex Eaton. Ieri c’è ara anche l’avvocato Pasquinelli in rappresentanza dell’azienda che ha detto che il progetto “sta marciando” e che a settembre potrebbe diventare operativo. La produzione, però, si insedierà in via Passo Volpe ad Avenza, nell’ex stabilimento della Manifatture Tabacchi.
Infine, la questione della fine della mobilità. A fine anno scadrà anche l’ultimo degli ammortizzatori per l’80% dei 260-270 ex operai ancora legati a Eaton. E le possibilità di prolungamento sono, anche in questo caso, legate alla volontà della Regione di finanziare la mobilità in deroga. Cosa sempre più difficile in un quadro di tagli e crisi.
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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