Il dolore
Alga tossica, valori 21 volte oltre il limite
Risultati choc dai prelievi dell’Arpat davanti alla colonia Fiat. Provoca nausea e vomito dopo solo due ore di aerosol
MASSA. Allarme alga tossica sul litorale di Massa: la concentrazione all’inizio di luglio ha superato di 21 volte il limite soglia stabilito dal ministero e, anche se sta scendendo, questa settimana è rimasto comunque quattro volte più alto.
Tutta colpa della fioritura dell’Ostreopsis ovata, un’alga tipica dei mari tropicali ma dal 1998 presente in Toscana e in particolare sul litorale apuano. L’alga predilige le zone dove ci sono barriere artificiali e scogliere e anche se è invisibile a occhio nudo sa far sentire la sua presenza, soprattutto a luglio e agosto che sono i mesi di fioritura.
In questa fase l’alga emana tossine che, se respirate, possono creare vari fastidi: febbre oltre i 38 gradi, dolori articolari e muscolari, faringite, tosse, diturbi respiratori, cefalea, nausea, vomito, raffreddore e congiuntivite. In chi soffre di asma o bronchite cronica o è allergico, l’alga tossica può far peggiorare la patologia esistente. I sintomi si manifestano anche dopo sole 2 ore di esposizione all’aerosol marino, cioè le goccioline d’acqua, ma sono, comunque, di breve durata, perché scompaiono nel giro di 24-48 ore senza provocare complicazioni. Tanto basta, però, per rovinare le vacanze.
Per questo i dati registrati dall’Arpat lasciano di stucco. Il primo prelievo del 7 e 9 luglio in otto punti del litorale toscano, quattro dei quali a Marina di Massa, ha rilevato una situazione molto critica proprio in due campionamenti a Marina di Massa, davanti alla colonia Fiat. L’alga era presente in concentrazioni di 251.680 cell/litro e 57.760 cell/litro a fronte di un limite massimo previsto dalle linee guida ministeriali del 2007 di 10.000 cell/litro. Insomma, in un caso addirittura ventuno volte più del limite massimo. Negli altri due prelievi a Marina il risultato è nei parametri (7.280 e 1.240), mentre nel resto della Toscana sono state registrate concentrazioni tra meno 40 e 240 cell/litro a Pisa e 3.680 a Livorno.
Visti i risultati da bollino rosso, l’Arpat ha disposto un campionamento straordinario su Marina di Massa che ha svolto il 17 luglio. Questa volta, la concentrazione è passata da 251.680 cell/litro a 44.680 cell/litro e da 57.760 cell/litro a 2mila cell/litro (880 e 6.320 negli altri due prelievi). Insomma, molto inferiore, anche se sempre alta nel primo caso. Per questo la prossima settimana i prelievi saranno ripetuti e, come sempre, comunicati all’Asl e al Comune.
Ma cosa significano questi numeri per la salute dei bagnanti? Bisogna allarmarsi? E l’ambiente marino è a rischio? «Quando le fioriture algali raggiungono concentrazioni critiche possono indurre uno stato morboso acuto nell’uomo, mai letale», spiega l’Asl.
Non sono mai stati segnalati casi di intossicazione da consumo di pesce contaminato da questa microalga. «Per quanto riguarda il consumo di molluschi – prosegue l’azienda sanitaria – trattandosi di filtratori di grossi quantitativi di acqua marina, possono costituire un serbatoio di vari agenti patogeni, tra cui anche l’alga tossica, e, pertanto, si raccomanda a tutti i consumatori di acquistare sempre molluschi di provenienza controllata».
«L’intensità della sintomatologia – proseguono i dottori Bianchimani, Faiman e Luzzoli – è correlata alla durata dell’esposizione all’aerosol e alla vicinanza alla battigia e non all’effettuazione di bagni in mare. Pertanto, nei periodi di fioritura critica, è consigliabile sospendere la frequentazione dei tratti di arenile interessato».
Resta da capire come i bagnanti avrebbero potuto evitare la spiaggia nei giorni immediatamente successivi ai prelievi del 7 e 9 luglio, che hanno dato valori vertiginosamente alti dell’alga tossica, visto che né il Comune, né l’Asl, né la Regione, né l’Izs – tutti soggetti competenti a seguire il fenomeno – hanno dato avviso, fino alla comunicazione dei dati da parte dell’Arpat.
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