Il Tirreno

Delusione e rabbia fra i lavoratori Nca

Delusione e rabbia fra i lavoratori Nca

L’assemblea chiede alla direzione dei cantieri di rinviare il varo della nave Rfi, oggi la risposta dell’azienda

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CARRARA. Delusione e rabbia tra i lavoratori del cantiere navale di Marina di Carrara per l'incontro di mercoledì al ministero dello Sviluppo. Ieri mattina nello stabilimento di Nca si è tenuta la consueta assemblea informativa per aggiornare tutti i dipendenti sull'esito della trasferta a Roma: le aspettative per l'appuntamento con il governo erano alte, soprattutto perché le tute blu speravano di riuscire a ottenere i dettagli sul progetto di Ocean Independence, la società svizzera interessata ad acquistare il cantiere navale. Così non è stato: il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti e l'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri hanno continuato a mantenere un sostanziale riserbo sulla proposta del colosso di Zurigo, senza entrare nel dettaglio del progetto industriale né tanto meno divulgare le cifre dell'impatto occupazionale di un eventuale passaggio di proprietà. Non solo: il governo ha fatto sapere che i cassoni necessari alla rimozione della Costa Concordia saranno interamente realizzati da Fincantieri, che ha spartito la commessa tra quattro dei suoi stabilimenti in crisi. Nca resta quindi a bocca asciutta anche per quanto riguarda questo carico di lavoro che, per quanto non risolutivo per le sorti dell'azienda - destinata in assenza di acquirenti a essere liquidata a fine anno - avrebbe potuto portare una boccata d'ossigeno sul fronte della cassa integrazione. Una nuova raffica di pessime notizie, quelle arrivate ieri mattina nel corso dell'assemblea, che hanno sollevato amarezza e rabbia tra le maestranze, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il quale si era speso in prima persona sulla commessa Costa Concordia, garantendo l'arrivo di parte delle lavorazioni nei cantieri toscani e in particolare a Marina.

Su questa vicenda è intervenuto anche Roberto Rizzo, Responsabile del Dipartimento Lavoro-Welfare Idv Toscana: «Torniamo a denunciare l'irresponsabilità politica del Governo Monti che non dà risposte ai lavoratori, al territorio e alle aziende. Dopo le numerose fumate nere dei mesi scorsi circa una prospettiva di rilancio che scongiurasse la chiusura dei cantieri di Marina di Carrara, l'annuncio di non assegnare a Nca la commessa dei cassoni per il recupero della Costa Concordia è inaccettabile».

Per i dipendenti di Nca si apre adesso l'ennesimo periodo di attesa: per il 2 agosto è convocato un nuovo tavolo al Ministero in occasione del quale dovrebbe essere finalmente illustrato il dettaglio del progetto Ocean, alla presenza dei rappresentanti della società. Per questo, l'assemblea di ieri mattina ha dato mandato alle rsu di chiedere ai dirigenti di Nca un ulteriore rinvio del varo della nave Rfi: l'imbarcazione, ormai pronta in bacino, avrebbe dovuto prendere il largo già a inizio luglio ma è stata trattenuta nello stabilimento proprio su richiesta dei dipendenti. «A cantiere vuoto - spiegano i delegati sindacali - il nostro potere di trattativa diminuirebbe pesantemente e per questo chiediamo ai dirigenti di rinviare ulteriormente il varo, almeno a dopo il 2 agosto».

Una richiesta che le rsu hanno inoltrato ieri pomeriggio al direttore del personale, la risposta sarà data oggi. Sulla base dell’esito della risposta, non è escluso che vengano annunciate delle iniziative. (c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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