Il Tirreno

«Questa strada ci fa fare la fine della Grecia»

«Questa strada ci fa fare la fine della Grecia»

Cgil e Uil criticano Monti e chiedono un tavolo per il ricollocamento e per monitorare la transizione

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MASSA. Un tavolo permanente di confronto e di informazione con la Provincia per affrontare le dinamiche legate alla soppressione delle Province, al ricollocamento di servizi e personale; un ulteriore tavolo con le autonomie locali del territorio per monitorare il passaggio dei dipendenti della ex Provincia verso la nuova provincia, i Comuni o la Regione, in attesa delle decisioni che il governo assumerà entro il 31 dicembre in merito alle nuove dotazioni organiche ottimali, che potranno prevedere ulteriori esuberi;un intervento delle istituzioni locali, a partire dal prefetto, e della politica per garantire la presenza di tutti gli uffici dello Stato al fine di scongiurare un ulteriore impoverimento anche economico di un territorio già fortemente in crisi, e venga garantita ai cittadini la continuità dei servizi finora erogati.

Queste le richieste che l’assemblea del personale delle autonomie locali e delle funzioni centrali della Provincia di Massa-Carrara ha elaborato ieri alla conclusione dell’incontro a Palazzo Ducale. Dove lo spettro della Grecia fa ancora più paura. «Pur riconoscendo lo stato di grave crisi che sta attraversando il Paese – scrive l’assemblea in una nota firmata anche da Cgil e Uil – l’assemblea ritiene che la risposta data dal governo sia viziata da forti spinte ideologiche che porteranno solo ulteriori danni, impoverimento generale e sempre maggiori differenze tra sempre più ricchi e sempre più poveri. Non risulta infatti vero che l’unica cura per uscire dalla crisi sia quella greca: in quel Paese dopo migliaia di licenziamenti pubblici e privati, di compressione drammatica dei diritti la crisi, invece di essere superata si sta di giorno in giorno aggravando; stessa sorte sta capitando alla Spagna. Non vogliamo capiti anche all’Italia».

Per scongiurare l’ipotesi oggi davanti al ministero della Funzione pubblica a Roma si tiene un presidio che prelude a una giornata di mobilitazione nazionale prevista per settembre.

«L’assemblea chiede che la mobilitazione non si interrompa sino a modifica sostanziale del decreto e contemporaneamente chiede alle forze politiche presenti in parlamento di farsi carico ed accogliere le proposte di modifica già presentate dalle organizzazioni sindacali alle competenti commissioni».

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