Proteste
A Nca neppure i cassoni della Concordia
Ennesima delusione dei sindacati a Roma. E per conoscere i piani di Ocean Independence tutti al ministero il 2 agosto
CARRARA. Sindacati delusi: continua lo stillicidio per i Nuovi Cantieri Apuania. E ieri a Roma hanno anche avuto la brutta notizia ufficiale, dal dottor Càstano del ministero dello sviluppo economico: niente cassoni della Concordia da realizzare. A parte una fetta di lavoro per Livorno, tutto il resto del lavoro per il recupero della nave incagliala al Giglio, lo farà Fincantieri. Così non ci sarà neppure la boccata di ossigeno di qualche mese per Nca che sta terminando la nave Rfi e non ha altre commesse. Solo cassa integrazione e lo spettro della liquidazione a fine anno, a meno che non si concretizzi l’operazione targata Ocean Independence, società svizzera interessata al cantiere, ma per il rifitting di mega yacht.
Al tavolo del ministero dello sviluppo economico, con il sottosegretario De Vincenti, con l’ad di Invitalia, Arcuri, c’erano i sindaci Zubbani e Pucci, l’assessore provinciale Baldini, il manager del cantiere Mor, rsu, sindacati nazionali, provinciali e di categoria.
Un piccolo esercito che ha assistito all’ennesima fumata nera. Per ora nessuna soluzione certa per salvare Nca e i suoi 158 lavoratori diretti che stamani si riuniranno in assemblea per decidere il da farsi, in attesa del prossimo incontro a Roma convocato per il 2 agosto: per allora l’Ocean dovrebbe avere ultimato il piano industriale da illustrare alle parti. Pare che il governo pretenda proposte affidabili anche sul fronte occupazionale, ma ieri non sono stati fatti numeri. Così si è consumata un’altra giornata di passione.
Per la Regione, era presente l’assessore Gianfranco Simoncini. Ma alcuni commenti sindacali al termine dell’incontro hanno riguardato il presidente Rossi, che si era impegnato nella speranza che almeno qualche cassone per il recupero della Concordia fosse fatto costruire nello stabilimento Nca.
Andrea Figaia, segretario provinciale della Cisl: «Rossi si era speso per questo obiettivo, e il risultato negativo lo sottolineo non tanto in relazione alla commessa che comunque sarebbe stata modesta, quanto perché evidenzia in modo grave la nostra subalternità politica in Toscana e le difficoltà della nostra classe politica. Sotto questo aspetto, nella logica della fusione delle province si rischia la desertificazione istituzionale e a cascata anche quella del sistema economico. Simoncini è sembrato a tutti visibilmente imbarazzato».
Per quanto riguarda l’ipotesi Ocean, Figaia riferisce che «Invitalia, lo ha detto Arcuri, entrerebbe nel capitale sociale se il progetto risulterà affidabile. Il governo dal canto suo vorrebbe una proposta occupazionale interessante».
Patrizia Bernieri segretario della Cgil apuana: «Sono sconfortata, ogni giorno che passa è una clava sul cantiere. I cassoni sono sfumati. Il presidente Rossi aveva detto che avrebbe fatto il possibile, aveva fatto richieste al governo. Probabilmente c’è una debolezza politica locale. Rossi ci aveva messo la faccia sui cassoni, ma non so perché poi non li abbiamo ottenuti, forse ormai siamo allo sciacallaggio fra territori e Fincantieri su questa commessa ci si è buttata a tuffo. Unica fiammella accesa potrebbe essere l’Ocean Independence ma vanno visti i numeri sui dipendenti e le prospettive di attività. Un investimento si dice di 25 milioni che il ministero con la legge 181 finanzierebbe in parte. Sarebbe positivo se per un periodo restasse Invitalia nell’assetto societario nuovo. Ma siamo per ora alle ipotesi, e in verità siamo messi male: ci è anche stato confermato che oltre all’offerta di Ocean non ce ne sono altre».
Franco Borghini segretario della Uil: «Incontro deludente che ha lasciato amarezza in tutti noi. Niente cassoni a Nca: è la dimostrazione di quanto interesse ci sia a livello regionale per il nostro territorio. Prima la Eaton, ora Nca. Se andiamo a discutere a Roma con questo retroterra politico sociale, sarà difficile ottenere risultati positivi».
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