Sicurezza
Un film girato alle cave di Equi
“La catena dell’odio” del 1955 con una giovanissima Ursula Andress
PONTREMOLI. Seconda serata dedicata al grande cinema e allo stesso tempo alla storia della nostra terra, al cinema Manzoni di Pontremoli. Ieri sera la prima delle opere cinematografiche dedicata alle cave di marmo di Carrara, stasera in primo piano quelle di Vinca, nel versante lunigianese. Ieri sera sono stati proiettati due documentari: "Miniera Bianca: il duro lavoro dei cavatori di marmo dei giacimenti apuani", di Bruno Ambrosi e Duilio Chiaradia, e "Cosa c'è sotto le nuvole" di Alberto Grossi.
Bruno Ambrosi, giornalista Rai per 42 anni - «Sono entrato in azienda nel 1953, quando ancora in pochi credevano che il mezzo televisivo potesse avere il futuro che poi ha avuto» -, è nato a Pontremoli ed ha vissuto all'ombra del Campanone per una ventina d'anni, prima di trasferirsi a Milano, dove tuttora risiede. Il suo interesse per il mondo delle cave è nato durante i suoi anni di studio a Carrara - «Ho iniziato il Liceo a Pontremoli e l'ho completato a Carrara, poi ho compiuto gli studi da giornalista a Urbino» - quando non era raro che le sirene dei mezzi di soccorso percorressero le strade per trasportare all'ospedale i cavatori vittime di incidenti. Un interesse che nel 1956 è riuscito a trasferire su pellicola, realizzando, con la disponibilità di dirigenti della società Montecatini, che permisero le riprese in cava, il documentario proiettato al Manzoni.
Nonostante abbia avuto modo di firmare servizi "storici" (il disastro di Seveso, il terremoto in Sicilia…) Ambrosi non ha esitazioni nel dire che il documentario sulle cave è la sua opera migliore. Per realizzarla ebbe l'apporto fondamentale di uno tra i miglioro operatori Rai del tempo: per questo volle che anche il nome di Chiaradia apparisse come autore assieme al suo.
Un vero e proprio film è, invece, quello che sarà proiettato stasera: "La catena dell'odio" di Pietro Costa, che ha la particolarità di essere stato girato, nel 1955, nella zona delle cave di Equi Terme. La storia è quella del coraggioso ing. Ferri che si unisce alla figlia del padrone di una cava di marmo per contrastare le manovre disoneste del direttore Braschi. Riescono a difendere gli interessi degli operai nonostante i pericolosi sabotaggi che Braschi organizza sul lavoro e, dopo un momento di crisi per la ricomparsa di un'ex fidanzata di lui, si sposano. Un film che non si discosta dallo stile dei fumettoni Anni '50, ma che risulta interessante e suscita curiosità per l'ambientazione lunigianese e per la presenza di comparse della zona. Tra gli interpreti Hélène Remy, Renato Baldini, Marc Lawrence e una giovanissima (19 anni) Ursula Andress, al suo secondo film. (r.s)
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