Finanza
Un arco e un capitello: riaffiora la Pieve
Nuova scoperta archeologica in piazza Aranci: i resti della chiesa distrutta da Elisa Bonaparte
Non ha il valore della fornace romana ma è comunque una testimonianza del nostro passato. Durante gli scavi di Piazza Aranci è emerso, sul lato mare, un arco e un pezzo di capitello, probabilmente parte di un corridoio sotterraneo dell’antica pieve di san Pietro. Pieve costruita nel XII secolo che sorgeva davanti al Palazzo Ducale e che fa fatta radere al suolo nel 1808 da Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte. La chiesa fu completamente rasa al suolo per volere della Baciocchi: una decisione sia politica che sanitaria. I napoleonici infatti non amavano edifici religiosi davanti alle loro sedi di governo, in questo caso Palazzo Ducale, oggi sede della Prefettura e della Provincia e inoltre la Baciocchi non gradiva la presenza del campo santo, in cui venivano seppelliti i poveri della città, costruito proprio accanto alla pieve. L’arco e il cunicolo fanno pensare ad un cunicolo sotterraneo. I lavori nell’area sono stati subiti fermati e sono intervenuti i tecnici della Soprintendenza alle Belle arti che hanno ora il compito di studiare i reperti, fare foto e rilievi e autorizzare, probabilmente, il loro reinterro come è accaduto durante i lavori in piazza Mercurio quando sono emersi prima gli scheletri di due donne e poi la fornace romana.
Il pallino è in mano alla Soprintendenza, il Comune aspetta le sue decisioni in merito. Intanto non si placano le polemiche per il reinterro della fornace romana. «La soprintendenza ha barattato la formace con qualche sala da adibire a museo», attacca il prof Brunello Pucci anima del comitato Salviamo la fornace
Il riferimento è al museo archeologico che ilComune aprirà in alcune sale di Palazzo Bourdillon individuate insieme alla Soprintendenza.
Il progetto definitivo verrà presto presentato.
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