Il Tirreno

Porto-città, estremo tentativo

di Cinzia Carpita
Porto-città, estremo tentativo

Messineo: «Persi 25 milioni per il “Progetto water front”? Non è detto, acceleriamo il bando di gara»

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CARRARA. «Mi sono appena insediato e ho il dovere di essere ottimista. Quei 25 milioni sono persi stando al decreto, ma confidando in una proroga a fine anno per poter pubblicare il bando di gara per i i lavori del water front, intanto vado al ministero la prossima settimana per accelerare l’iter delle pratiche. Entro l’anno il progetto definitivo può essere pronto». Sperando che il governo conceda la proroga, oppure che sia abolito l’articolo del decreto del 22 giugno che toglie i finanziamenti ai progetti portuali non ancora in gara al momento del varo del decreto.

E’ una corsa contro il tempo, per cambiare le carte in tavola prima che il decreto venga convertito in legge, pare in agosto. Ma per l’ingegner Francesco Messineo fresco di nomina alla presidenza della Port Authority di Marina, è la prima patata bollente. A Roma ieri ci stava già andando, per una serie di riunione in Assoporti. Peraltro l’associazione si sta mobilitando per il problema che investe tutte le Autorità portuali d’Italia. Ma il 25 luglio Messineo andrà appositamente negli uffici del ministero dell’ambiente per portare a casa tutto ciò che serve ad accelerare l’iter del bando di gara del water front.Messineo evidenzia una situzione complessa: fra i problemi per gli investimenti nel Sin apuano, (sito di interesse nazionale per le bonifiche), e la revoca di risorse sempre per investimenti. L’ingegnere ha partecipato all’assemblea di Assoporti dove sono state delineate due bozze di emendamenti: per la proroga dei tempi dei bandi di gara, e per l’eliminazione della parte del decreto che toglie soldi alle Port Authority.

«Tutte le istituzioni locali, dalla Regione, alla Provincia, al Comune si sono attivate – dice – per fare pressioni sul governo. Nei contatti con le istituzioni ho ricevuto grandissima attenzione. Sono al lavoro anche i parlamentari».

Carrara perderà anche questo treno? I primi disegni di water front, è vero, sono stati contestati da comitati di cittadini, ma poi l’iter partecipativo ha prodotto punti di incontro per la riqualificazione della fascia costiera lungo il porto. «L’idea attuale di water front – specifica Messineo – è già conforme con gli strumenti urbanistici in vigore. E verrà semplicemente assimilata dal nuovo piano regolatore in via di preparazione. Piano che comunque non sarà compromesso dall’eventuale annullamento definitivo dei 25 milioni per realizzare il water front. L’una cosa non blocca l’altra». Ma, senza i 25 milioni, i lavori dell’interfaccia resteranno sulla carta.

La manovra al risparmio, fatta dal goveno Monti, potrebbe produrre tagli anche sui dirigenti delle Port Authority.«Le Authority – spiega il presidente Messineo – sono come enti pubblici non economici, però assumono con contratti di tipo privato. Sono enti ibridi pensati così dal legislatore per renderli più dinamici, ma ogni volta ci sono problemi di intrerpretazione fra decreti del pubblico impiego e ciò che non è applicabile alle Authority. Perciò sui dirigenti ci aspettiamo una circolare di precisazione. Comunque il nostro organico è piccolo e abbiamo due dirigenti: Luigi Bosi e Luca Perfetti».

Intervento politico. «L'incapacità degli amministratori di decidere ha prodotto l'ennesima beffa ai danni del territorio, la mancata realizzazione dell'interfaccia porto-città sarà causa della non riqualificazione del viale a mare, e di tutte le opere inserite nel progetto del Water Front. Un danno all'economia e al turismo, che penalizzerà ulteriormente un'area già da troppo tempo in forte crisi, questa situazione potrebbe inoltre danneggiare anche il progetto del porto turistico». Lo dice il consigliere provinciale Cesare Micheloni (Identità Toscana), che critica il sindaco Zubbani che a suo giudizio non si sarebbe interessato abbastanza «per far sì che i 25 milioni destinati al Water Front arrivassero a disposizione della città. Il campanello d'allarme era già suonato ai tempi del governo Berlusconi ma come al solito un immotivato ottimismo ha prevalso sul buon senso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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