Il Tirreno

Da Grondola il grido d’allarme per il Brattello

Da Grondola il grido d’allarme per il Brattello

In una lettera aperta un lungo elenco di situazioni critiche: «Una Provinciale importante ma dimenticata da tutti»

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PONTREMOLI. «Percorrendo la Strada Provinciale 39 del Passo del Brattello che collega la regione Toscana con l'Emilia, quindi un'importante via di comunicazione, non vi sarà difficile notare la totale mancanza di manutenzione della strada». L'avvio della lettera redatta da alcuni abitanti della frazione pontremolese di Grondola non lascia dubbi sulle difficoltà che questo paese (che tra l'altro nel periodo estivo si rianima con la presenza di molte persone) e gli altri che collocati lungo la strada provinciale del Brattelo vivono a causa di una viabilità a dir poco problematica.

E lo evidenziano nel prosieguo della lettera: «Partendo da Pontremoli, fino quasi al confine regionale, s'incontrano numerosi tratti delimitati da reti arancioni che indicano l'assenza di guard rail e diverse frane dovute all'acqua che non trova più il suo corso, poiché i vari tombini per gli scarichi sono intasati da terra e foglie; così anche le cunette al ciglio della carreggiata non essendo pulite costantemente deviano l'acqua lungo la strada, causando infiltrazioni (oltre a frane), un vero e proprio pericolo per tutti specialmente nei mesi freddi».

E le difficoltà per chi transita lungo il Brattelo nel periodo invernale sono notevoli: «In inverno chi deve percorrere questo tratto, deve anticipare la partenza e munirsi di varie attrezzature perché è sempre un'incognita ciò che si può incontrare durante il viaggio. Quando nevica la situazione peggiora perché i mezzi provinciali iniziano a passare in tarda mattinata, buttando poco sale e facendo poche corse, a differenza della strada S.P. 20 al nostro confine dove passano anche nella notte tenendola sempre agibile limitando così i numerosi incidenti causati da un fondo stradale non idoneo». E la primavera, si lamentano i redattori della lettera aperta, non porta certo un grosso beneficio visto che «la vegetazione cresce sopra quella vecchia, non tagliata (nonostante vi siano mezzi ed operai) riducendo notevolmente la visibilità della segnaletica e delle curve, rendendo molto pericolosa la circolazione con probabilità di investire pedoni, ciclisti, motociclisti ed altro. Anche gli stessi automobilisti, a volte sono costretti a fermarsi e scendere, per liberare la carreggiata da sassi e rami. Non parliamo poi degli spazi con casette azzurre, che erano adibiti al ricovero di attrezzi e materiali, ormai devastati e diventati vere e proprie latrine». Insomma una strada dimenticata.

L'appello è quindi per migliorare la viabilità e offrire una sicurezza stradale al momento assente: «Chi di dovere dovrebbe intervenire assegnando un tot di chilometri a testa ai dipendenti che hanno la manutenzione di questa provinciale, visto che con vari operai, una trincia, un camion, diversi decespugliatori e soffiatori, non si riesce a pulire la strada come ai tempi in cui il personale era dotato solo di pala e carriola (vi è carenza di personale o è l'organizzazione che è carente?)».

E c'è anche la richiesta di intervenire al più presto sulle frane, prima che torni il periodo invernale e crei grossi disagi perché con potenziali «piogge torrenziali, ed avverse condizioni del tempo, c'è il rischio che in alcuni punti la strada ceda del tutto, isolando molte comunità, che anche se non sovrappopolate, hanno sempre una consistente presenza di persone che si devono spostare per motivi di lavoro, di salute ecc.».

Infine si richiede di intervenire sulla segnaletica e le righe stradali, «almeno ai lati della carreggiata, ed ai guard-rail».

La chiusura della lettera è allo stesso tempo un monito ed un auspicio: «Vorremmo poter iniziare la prossima lettera di ringraziamento dicendo: percorrendo la strada provinciale 39 del Passo del Brattello che collega la Toscana con l'Emilia non vi sarà difficile notare i vari paesi e la presenza di civiltà, per chiunque si trovi a percorrere questo bel tratto di Appennino». (r.s.)

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