Gioco
Tarsu, mancano 2 milioni partono gli avvisi Equitalia
Riscossione coatta (con maggiorazione del 25%) per quasi 9mila “evasori” Ma il Comune è tranquillo: la percentuale di morosi è considerata fisiologica
di Claudio Figaia
Chi non paga la tassa per la spazzatura? In tanti: a Massa sono quasi 9mila (8.958) le cartelle T arsu che risultano non pagate nel 2011. Per un totale che sfiora i 2 milioni di euro: 1.926.341. Una parte dei quali – circa 300mila euro “dovuti” da persone, aziende o enti che risiedono fuori comune: proprietari di seconde case, imprese che hanno qui una sede secondaria. Cifre consistenti che, tuttavia, non preoccupano più di tanto i “cassieri” di palazzo civico. I quali, anzi, sono quasi quasi soddisfatti dell’andamento degli introiti. Perchè, dicono, l’evasione della Tarsu è qui in città sotto la media. «I ruoli non pagati – spiega Maria Stella Fialdini, dirigente del settore Entrate – è di poco superiore al 10%, al di sotto della soglia fisiologica che è del 15%. Un risultato che attesta anche come le famiglie massesi siano consapevoli che pagare la tassa sui rifiuti è un dovere civico inderogabile».
Pochi o tanti che siano, per coloro che non hanno pagato la tassa sulla spazzatura si annunciano tempi duri. Proprio in questi giorni il Comune ha messo a “ruolo esecutivo” le 8.958 cartelle non pagate relative al 2011. Ha trasmesso cioè a Equitalia l’elenco di tutti coloro che hanno dimenticato o non hanno voluto/potuto pagare la Tarsu.
Sarà dunque l’agenzia di riscossione a occuparsi di fare rientrare nella casse municipali quei circa 2 milioni di euro – su un totale previsto di 14,3 milioni – che mancano nella contabilità del municipio. E lo farà, come la legge stabilisce, applicando una maggiorazione del 25% sulla cifra da pagare, più eventuali interessi e more. Un salasso per chi non si è messo in regola per tempo.
La tassa sui rifiuti urbani (Tarsu) può essere pagata in quattro rate annuali o in una soluzione unica da saldare entro settembre. A marzo di ogni anno il Comune invia ai contribuenti gli avvisi in cui si comunica quale sarà l’imposto totale accompagnato da quattro bollettini. Entro il 15 dicembre, verifica gli introiti e poi provvede all’invio di una lettera di sollecito a tutti i ritardatari. A quel punto i cittadini hanno 30 giorni di tempo per mettersi in regola, trascorsi i quali partono le procedure per la riscossione coattiva. Il Comune, cioè, trasmette a Equitalia l’elenco dei morosi affidando ad essa il compito di riscuotere la Tarsu. Sarà, con ogni probabilità, l’ultima volta che Equitalia svolgerà questa funzione che, dal 2013 (vedi qui sopra), verrà gestita direttamente dai Comuni (o meglio da una società in appalto). Ma, intanto, i temuti avvisi di riscossione coattiva dell’agenzia sono in partenza. E a questo punto per chi non paga potrebbero scattare pignoramenti e fermi amministrativi.
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