Il dolore
«Ecco perché la fornace è stata interrata di nuovo»
L’assessore Brizzi: «Non un blitz ma un salvataggio. C’erano segnali di deterioramento dell’argilla e la Soprintendenza ha dato subito il nulla osta»
MASSA. «L’interramento della fornace romana? Un’operazione di salvataggio. Salvataggio materiale e culturale. Non era più un rischio ma una certezza: l’argilla della costruzione si stava deteriorando. Da qui la decisione della Soprintendenza che ha dato il nulla osta al reinterro integrale».
Parole e spiegazioni di Fabrizio Brizzi, l’assessore ai lavori pubblici che ha dovuto gestire, con i lavori per il rifacimento delle piazze Mercurio e Aranci, anche il problema archeologico. E ora la copertura a tempo di record, nel weekend, della fornace ritrovata in piazza Mercurio.
La lettera con il nulla osta della Soprintedenza è protocollata 2 luglio ed è firmata dal soprintendente ad interim Andrea Pessina mentre la responsabile del procedimento era la dottoressa Emanuela Paribeni. Paribeni, tra l’altro, anche in un incontro pubblico aveva subito mosso la questione della conservazione dei resti.
Assessore Brizzi, l’accusa è precisa: avete fatto un blitz per seppellire la fornace. Una soluzione che per voi era segnata fin dal primo momento. Magari per risparmiare...
«Macchè. Per fortuna parlano i fatti, anche se qualcuno in città insiste. E i fatti sono che per favorire gli scavi archeologici e recuperare più reperti possibili per il museo che apriremo a Palazzo Bourdillon, abbiamo speso 170mila euro. Inoltre abbiamo avuto subito contatti con la Soprintendenza e l’Università di Firenze, con il prof Marino di Architettura. L’università ha fatto sopralluoghi e studi per rispondere alla nostra domanda: quali accorgimenti adottare per lasciare a vista lo scavo della fornace. Ci sono stati forniti dei progetti ma nessuno aveva, soprattutto per la tipologia del luogo, caratteristiche idonee. Nel frattempo la Soprintendenza, che ha sempre tenuto sotto stretta osservazione gli scavi ha notato segni di deterioramento e ha dato il via alla soluzione del reinterro. La più efficace».
Ma c’erano state già perplessità e polemiche quando avevate interrato la parte vicina all’edificio d’angolo...
«Anche in quel caso, come in questo, l’autorizzazione è stata data dalla Sovrintendenza. E in quel caso c’era un oggettivo problema di stabilità statica dell’edificio. Non si poteva agire, responsabilmente, in maniera diversa».
E ora? «E ora siamo in dirittura con il progetto di recupero di Palazzo Bourdillon. Insieme alla Soprintendenza abbiamo individuato i locali che ospiteranno il Museo archeologico con reperti e supporti multimediali. Non mi pare un impegno da poco».
Aronne Angelici
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
