Sicurezza
«No alla cava Padulello» Ma l’attività è in regola
Anche il Parco delle Apuane contro l’estrazione del marmo sulla Tambura Putamorsi: per uno stop definitivo bisogna però cambiare le norme
MASSA. Resta chiusa, per ora, la cava Padulello. Ma non è escluso che in futuro la cava che nessuno vuole – dal sindaco agli ambientalisti, al Parco delle Apuane – possa riprendere la sua attività estrattiva. Perchè in regola con tutte le normative in materia.
Venerdì scorso si è tenuta la Conferenza dei servizi – ossia la riunione fra tutti gli enti che devono, ognuno per la loro parte, dare il loro parere sulla questione – che doveva decidere sulla richiesta dell’azienda concessionaria, la Sergio Sermattei Srl. di Pietrasanta di riprendere la coltivazione. Ebbene, l’autorizzazione non è stata rilasciata perchè è mancato il via libera da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici di Lucca. Si tratta però di un rinvio, non di una bocciatura e non è escluso che nella prossima Conferenza questo parere (positivo) venga rilasciato.
L’azienda escavatrice ha poi dalla sua altri pareri: quello del dipartimento Asl sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, quello dell’Arpat sull’inquinamento, e anche quello del Comune per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica (la cava è in parte in galleria e non “deturpa” il paesaggio. E non può essere fermata dal Parco delle Apuane, anche se si trova all’interno dei confini dell’area protetta.
«Noi – spiga in proposito Alberto Putamorsi, vice presidente del Parco delle Apuane – siamo fermamente contrari all’attività di questa cava ed è nostra intenzione arrivare alla chiusura delle attività estrattive al Padulello. Ma i procedimenti autorizzativi non seguono i nostri desiderata. Ad esempio: la cava in questione è sì dentro al parco e sopra quota 1.200; tuttavia è in area estrattiva e, quindi, è autorizzabile. Noi dobbiamo attenerci alle leggi, così come gli altri enti».
L’unica soluzione dunque, sostiene ancora Putamorsi – il cui mandato è in scadenza, (ma si attende il rinnovo delle nomine a giorni e Putamorsi potrebbe essere anche “promosso” presidente”) – è di modificare le norme. «La Regione, ente competente in materia, dovrebbe riperimetrare l’area e stabilire che lì non possono essere concesse attività estrattive. L’ente parco farà una proposta in questa direzione, vedremo se verrà accolta». A quel punto, è ancora lo scenario ipotizzato da Putamorsi, alla ditta concessionaria verrebbe concesso un tempo congruo, anche 4-5 anni, per effettuare i lavori di ripristino ambientale, poi su uqella montagna cesseranno per sempre i rumori delle ruspe.
Comunque, conclude il vicepresidente, in questi ultimi mesi non c’è stata attività estrattiva: «Controlli ravvicinati della polizia del Parco hanno accertato che la Sermattei ha effettuato sì lavori di manutenzione macchie ma non di asportazione di materiali».
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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