Finanza
«Meno Imu sulla casa data ai figli»
Accolto l’odg di Alberti per non penalizzare il comodato d’uso
MASSA. “Cambiamo il regolamento Imu sulle abitazioni concesse in comodato d’uso ai figli”. È l’invito lanciato da Stefano Alberti (gruppo misto) in un ordine del giorno approvato a larghissima maggioranza dal consiglio comunale. Il problema affrontato da Alberti è molto sentito in città. Si tratta del di immobili dati in comodato gratuito ai parenti, in primis ai figli. Il vecchio regolamento Ici prevedeva l’assimilazione di questa tipologia di residenza alla prima casa. La legge Monti ha però abrogato l’articolo di legge che permetteva ai Comuni l’assimilazione. I Comuni hanno dunque le mani legate sul piano normativo. Possono però decidere una riduzione delle aliquote per tale casistica. Chi cura i conti delle amministrazioni spiega che ciò è impossibile perché lo stato pretende in ogni caso la metà dell’aliquota base, attualmente al 0,76%.
Alberti fa rilevare che equiparare alla prima casa l’abitazione in comodato «non era una furbata da azzeccagarbugli, ma rispondeva a un ragionamento di giustizia sociale concreta». Inoltre, argomenta ancora, «questi casi sono considerati seconde case, tassate al 0,76%, ma la previsione prevede di portarle allo 0,90 %. Al Le case date in locazione concordata sono tassate come prime case allo 0,40%: cioè l’immobile che produce comunque un reddito formale, è meno tassato di quello che è ceduto gratuitamente. Una cosa che i cittadini interessati non possono capire, e a dire il vero nemmeno io».
Per questi e tutta una serie di altre motivazioni, l’ordine del giorno di Alberti impegna il sindaco e l’assessore al Bilancio «a verificare la possibilità di rivedere entro settembre 2012 le aliquote Imu e guardare a questa casistica con occhio più attento alla sua specificità».La proposta è di ridurre l'aliquota allo 0,46 %, come per la prima casa. E se lo Stato per essa pretenderà comunque la metà dello 0,76%? «Si istruirà un contenzioso facendo presenti le ragioni della scelta, nel caso comunque la quota dello stato è garantita dall’imposta stessa».
Altra proposta è di equiparare le case in comodato gratuito almeno a quelle a locazione concordata.
Quanto alle soluzioni apparse sulla stampa specializzata che suggeriscono di trasformare il comodato in donazione o in usufrutto (consentendo così al beneficiario di pagare come “prima casa”), Alberti dice: «Questa sì mi sembra una soluzione da azzeccagarbugli, con la quale si condannano i cittadini a farsi furbi ma attraverso strade legali, oltretutto assoggettandoli alle tariffe dei notai, che sono privati».
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