Il Tirreno

«Infiltrazioni? Se ne parla da anni»

«Infiltrazioni? Se ne parla da anni»

Lattanzi (Cna Liguria): il magistrato Anna Canepa ha detto che la ’ndrangheta si muove dal ponente ligure a Carrara

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CARRARA. «Mi domando dove sta la novita?»: inizia con una domanda retorica, un incisivo intervento di Gino Angelo Lattanzi, carrarese, responsabile del dipartimento sindacale della Cna Liguria, da molti anni impegnato su legalità e sicurezza. La domanda è relativa alla dirompente iniziativa dell’onorevole Granata di Fli, che ha preannunciato l’avvio di un’indagine della commisisone antimafia sul “nero” alle cave di Carrara, ovvero sul fenomenod della presunta evasione fiscale. «Andando oltre a delle poco edificanti strumentalizzazioni politiche - scrive Lattanzi - posso affermare che l'onorevole Fabio Benedetto Granata vicepresidente della Commissione Antimafia è una persona perbene che ho conosciuto e che intervenne, unitamente al prefetto Senatore Achille Serra, alcuni anni fa ad una iniziativa sulla legalità organizzata dalla Cna Liguria, una iniziativa che contribuì non poco a scoperchiare quanto accadeva in Liguria e che successivamente ha portato allo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose dei comuni di Bordighera e Ventimiglia e a tutta una serie di arresti. Tornando in Carrara - ribadisce - mi domando dove sta la novità? La Commissione Antimafia agisce su precisi rapporti della Dia e della Magistratura e sono rapporti, come ho già avuto modo di affermare, che non sono frutto di fantasie e al riguardo non possono sfuggire alcune dichiarazioni del Magistrato Antimafia Anna Canepa che ha detto come la ’ndrangheta si muove dal ponente ligure fino a raggiungere le cave di Carrara; tra l'altro recentemente il Prefetto Senatore Luigi De Sena (Pd), anche lui Vice Presidente della Commissione Antimafia durante un convegno sempre sulla legalità tenutosi lo scorso giugno a Genova e sempre organizzato dalla Cna Liguria, mi aveva personalmente detto, avendo saputo delle mie origini carraresi, dell'interesse della Commissione Antimafia nei confronti delle cave di marmo e non dimentichiamo, che uno dei pochi collaboratori di giustizia della ’ndrangheta, Saffioti, che operava nel trasporto del detrito di marmo e che viveva sotto protezione lasciò Massa-Carrara dichiarando di non sentirsi più sicuro. Concordo - precisa Lattanzi - sul fatto che questa non è terra di cultura mafiosa, ma le infiltrazioni della criminalità organizzata sono altra cosa e non possono essere confuse in quanto l'economia del marmo è ben appettibile per le infiltrazioni mafiose e già molti anni fa, non dimentichiamo, fu oggetto di cronaca per l'interesse della mafia siciliana e sempre se male non ricordo all'epoca le cronache ricordano anche l'avvento di noti faccendieri di tangentopoli memoria. Oggi non deve fare paura o preoccupare se le Istituzioni Parlamentari e della Magistratura si interessano al fenomeno della criminalità organizzata a Carrara e provincia, ma ciò deve essere inteso come un beneficio per tutti, in quanto significa che lo Stato c'è e agisce nell'interesse di tutti. Siamo in una crisi economica devastante ma ora più che mai devono essere affermati i valori della legalità, del rispetto delle regole del lavoro e delle persone, in un mercato che non deve essere più condizionato dall'evasione, dalla corruzione e dalla criminalità organizzata. Solo a questo modo l'italia potrà rivedere la luce, crescere e ridare speranza e futuro alle imprese e alle nuove generazioni», conclude Lattanzi.

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