Il Tirreno

la replica del sindaco

«Non c’è il Far West e qui non serve l’antimafia»

CARRARA. «Qui non c’è certo bisogno dell’antimafia», replica il sindaco Angelo Zubbani in merito all'articolo comparso ieri sul Correrie della Sera. «Ben vengano - osserva il primo cittadino - tutte...

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CARRARA. «Qui non c’è certo bisogno dell’antimafia», replica il sindaco Angelo Zubbani in merito all'articolo comparso ieri sul Correrie della Sera. «Ben vengano - osserva il primo cittadino - tutte le iniziative tese a dare le massime certezze di trasparenza alla mia città di Carrara ed ai suoi cittadini in momenti difficili per tutti, ma ritengo che la "Commissione Antimafia" nulla abbia a che vedere con l'ambiente del nostro marmo, a differenza di quanto accade in altre parti d'Italia. Il sindaco ribadisce di non aver mai rilasciato «rilasciato interviste o fatto dichiarazioni sul fenomeno dell'evasione fiscale alle cave, né tantomeno su presunte penetrazioni della criminalità organizzata nel settore lapideo. In caso contrario, ed anche e solo a livello di percezione, per i miei doveri istituzionali e da semplice cittadino, avrei immediatamente interessato gli organismi competenti senza alcuna sollecitazione di sorta». Ricorda poi che «i motivi di "conflitto" attuali tra l'amministrazione comunale di Carrara e l'imprenditoria del marmo sono relativi agli oneri che gravano sul settore dell'escavazione, per i quali il nostro Comune ne ha stabilito in conformità al vigente Regolamento il valore medio di mercato, determinato dagli Uffici comunali allo scopo di stimare le ricadute economiche che il comparto lapideo deve alla città. Per la prima volta dal 2003 non sono stati accettati accordi convenzionali, pur consapevoli che questo difficile percorso ci condurrà presto nelle aule dei tribunali contro alcune imprese refrattarie alle nuove incombenze collettive e che non hanno accettato le nostre valutazioni». Il riferimento è agli “arbitrati” con alcune aziende.

«Non c’è il Far west. Il sindaco sottolinea inoltre che «il settore marmo è sottoposto al rispetto di regole e normative nazionali, regionali e comunali, sia in materia di escavazione che di sicurezza nei luoghi di lavoro. Rigoroso ed assiduo è il controllo esercitato da parte degli enti preposti e dal Comune di Carrara in primis. Continuare a parlare o scrivere di "Far West" sulle cave di Michelangelo è ormai datato, fuori luogo e strumentale. Ad oggi le aziende di escavazione delle Apuane svolgono la loro attività sulla base di regolamenti rigorosi ed autorizzazioni rilasciate, ma solo dopo che il Comune di Carrara ne ha approfondito istruttorie e piani di lavoro. Per quanto attiene il rilascio dei nuovi titoli di concessioni, obiettivo primario della nostra Amministrazione, il Comune di Carrara ha da tempo verificato tutta la documentazione prodotta dalle imprese, ma prima di procedere alla formalizzazione degli atti conseguenti ha ritenuto dover approfondire gli aspetti relativi alla durata delle concessioni (oggi prevista in 29 anni, ndr) ed alle modalità del loro rinnovo. Ciò anche a seguito delle più recenti direttive europee e della giurisprudenza che si è consolidata in materia, nonché del processo di revisione che la Regione Toscana ha avviato in merito alla Legge 78/1998; ossia la "Legge Quadro" che regola l'attività estrattiva nelle cave».

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