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Medie molto alte, pochi gli studenti bocciati

Medie molto alte, pochi gli studenti bocciati

Tanti ragazzi hanno preso 98 o 99. La prof Pecchia: «Sistema troppo rigido anche per la lode»

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MASSA. Gli esami di maturità sono finiti. I ragazzi si ammucchiano davanti ai cartelloni per vedere i risultati.

Si vedono occhi curiosi e ansiosi scorrere di riga in riga in cerca del proprio nome. C'è chi esulta per la sorpresa, c'è chi invece, quel voto, se lo aspettava. Ma c'è anche una massa di facce triste e deluse per non essere riuscita ad arrivare dove voleva arrivare.

Nessuna lode, infatti, quest'anno, tra i diplomati. Nessuno, quindi, si accaparrerà il bonus previsto dal Ministero dell'Istruzione per, appunto, i diplomati con lode.

«Il sistema è veramente molto rigido ed è molto difficile dare la lode. - spiega il dirigente scolastico del liceo scientifico E. Fermi, Sandra Pecchia - Per raggiungere la lode non bisogna aver preso nemmeno un sette (che sia in educazione fisica, in storia o disegno) in tutto il triennio e bisogna arrivare all'esame con tutti i 25 punti interi. Noi, quest'anno, avevamo uno studente veramente modello che si meritava la lode, ma non potevamo dargliela perché in terza ebbe un sette in pagella».

Diversi poi i bocciati. Diciotto in tutto, i ragazzi che non ce l'hanno fatta.

A queste delusioni, poi, se ne aggiunge una quasi più grande. Quella di un plotone di studenti che non hanno raggiunto il 100 solo per un punto o due, ma che comunque hanno eccelso durante tutti gli anni scolastici. Tantissimi infatti i 99 e altrettanto numerosi i 98. Un affronto, causato dal rigidità del sistema di votazione, che gli stessi ragazzi vivono come una sconfitta.

«Il 99 - continua la preside Sandra Pecchia - è un voto che proprio non va giù. Non riuscire ad arrivare all'eccellenza per un solo punto sembra quasi un affronto. E di fatto, quasi lo è, perché ci sono studenti che magari sono sempre stati eccellenti durante i cinque anni ma hanno fatto un esame non perfetto (ricordiamo che la valutazione dell'esame conta per il 25% sulla media finale) e quindi non arrivano al massimo della votazione. Può non andare giù per diversi anni. Ma, per noi, i 99 e 98 sono voti di eccellenza».

Anche per noi, cara professoressa: il suo ragionamento non fa una piega.

Una manciata di eccellenze tuttavia si trovano sparse fra tutte le scuole secondarie superiori. Tre i cento al liceo scientifico E. Fermi, sette al classico P. Rossi, una al Meucci, due all'istituto d'arte F. Palma, una all'alberghiero G.Minuto e un altro a ragioneria al Toniolo, per un totale di quindici. Quindici "medaglie d'oro" della scuola.

Insomma, anche quest'anno altri ragazzi hanno raggiunto il primo dei grandi traguardi che la vita ci riserva. Ognuno col proprio bagaglio culturale e con i propri sogni nel cassetto che, ora, potranno iniziare a realizzare. Un primo traguardo, ovviamente: per tanti c’è ancora la lunga strada universitaria prima di lanciarsi nel mondo del lavoro. Con la speranza che quando arriverà il loro turno, lo spread non sia più un problema.

(me.car.)

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