Toscana
La Provincia chiude, appello Rsu
I sindacati chiedono che si apra un tavolo sul futuro dei dipendenti
MASSA. «Che fine faranno i servizi che abbiamo erogato fin qui ai cittadini del nostro territorio? Che fine farà il nostro posto di lavoro, la nostra professionalità, la nostra disponibilità e dedizione verso il lavoro pubblico inteso come erogazione di servizi?». In vista dell’abolizione della Provincia di Massa-Carrara i dipendenti di Palazzo Ducale sono preoccupati e scrivono al presidente della Provincia e al presidente del consiglio provinciale per affermare un concetto: «Siamo una risorsa, non un peso».
Il documento, firmato da Cgil, Cisl e Uil, nasce dalla consapevolezza «che, con l’imminente chiusura e/o accorpamento delle Province, molti lavoratori rischiano di essere messi in cassa integrazione – spiega Paola Freschi dell’Rsu – e poi licenziati. L’opinione pubblica ormai ci vede come il nemico da abbattere per superare la crisi ma, insieme a noi, scompariranno forse per sempre i servizi alle persone».
I dipendenti si dicono d’accordo a fare una riforma, «purché si parli appunto di riforma – scrivono – non di tagli lineari e indiscriminati». Il loro timore che l’operazione porti a esuberi e cassa integrazione per due anni all’80 per cento dello stipendio tabellare, ovvero il 60 per cento di quello percepito e, senza ricollocazione, di perdita del lavoro. L’incertezza sul futuro si ripercuote anche sul lavoro: «Dobbiamo procedere o nocon le progettazioni per accedere a importanti finanziamenti europei?», si chiede l’Rsu.
«Come viene fatto quando si chiude un’azienda – conclude Freschi – l’Rsu chiede l’apertura di un tavolo permanente ai datori di lavoro».
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