Il Tirreno

Granata (Fli): la commissione antimafia faccia chiarezza sul “nero” alle cave di Carrara

Granata (Fli): la commissione antimafia faccia chiarezza sul “nero” alle cave di Carrara

Il sindaco Zubbani: la commissione antimafia qui non serve, e non c’è il Far West

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Alle cave di marmo di Carrara ci vuole la commissione antimafia»: hanno scatenato la pronta reazione del sindaco Angelo Zubbani le parole decisamente forti dell’onorevole Fabio Granata, di Fli, vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, pubblicate stamani sul Corriere della Sera. Granata, che già nei mesi scorsi aveva presentato delle interpellanze parlamentari, è deciso a chiedere l’apertura di un’inchiesta all’organismo ministeriale presieduto da Giuseppe Pisanu, per fare chiarezza su quello che l’onorevole definisce un «Sistema di palese illegalità». Il riferimento è in particolare al presunto “nero alle cave”, ovvero l’evasione fiscale che secondo il parlamentare di Fli si verificherebbe nella compravendita dei blocchi (un milione di tonnellate l’anno) nello scarto fra pagamento reale e pagamento denunciato. Secondo Granata, l’evasione è di 180 milioni di euro l’anno. Nell’articolo sul Corriere della Sera si attribuisce al sindaco di aver affermato che la compravendita dei blocchi avviene «in gran parte al nero».

Ma vediamo la replica del sindaco a quanto pubblicato sul Corriere della Sera.

«Nel preambolo - scrive Zubbani - significo che ben vengano tutte le iniziative tese a dare le massime certezze di trasparenza alla mia città di Carrara ed ai suoi cittadini in momenti difficili per tutti, anche se ritengo che la “Commissione Antimafia” nulla abbia a che vedere con l’ambiente del nostro marmo, a differenza di quanto accade in altre parti d’Italia. Per quanto mi riguarda sottolineo che mai ho rilasciato interviste o fatto dichiarazioni sul fenomeno dell’evasione fiscale alle cave, né tantomeno su presunte penetrazioni della criminalità organizzata nel settore lapideo. In caso contrario, ed anche e solo a livello di percezione, per i miei doveri istituzionali e da semplice cittadino, avrei immediatamente interessato gli Organismi Competenti senza alcuna sollecitazione di sorta. Aggiungo che i motivi di “conflitto” attuali tra l’Amministrazione Comunale di Carrara e l’imprenditoria del marmo sono relativi agli oneri che gravano sul settore dell’escavazione, per i quali il nostro Comune ne ha stabilito in conformità al vigente Regolamento il valore medio di mercato, determinato dagli Uffici Comunali allo scopo di stimare le ricadute economiche che il comparto lapideo deve alla città. Per la prima volta dall’anno 2003 non sono stati accettati accordi convenzionali, pur consapevoli che questo difficile percorso ci condurrà presto nelle aule dei tribunali contro alcune imprese refrattarie alle nuove incombenze collettive e che non hanno accettato le nostre valutazioni. Intendo anche puntualizzare che il settore marmo è sottoposto al rispetto di regole e normative nazionali, regionali e comunali, sia in materia di escavazione che di sicurezza nei luoghi di lavoro. Rigoroso ed assiduo è il controllo esercitato da parte degli Enti preposti e dal Comune di Carrara in primis. Va da se che continuare a parlare o scrivere di “Far West” sulle cave di Michelangelo è ormai datato, fuori luogo e strumentale. Preciso anche che ad oggi le aziende di escavazione delle Apuane svolgono la loro attività sulla base di regolamenti rigorosi ed autorizzazioni rilasciate, ma solo dopo che il Comune di Carrara ne ha approfondito istruttorie e piani di lavoro. Atti che coinvolgono anche uffici ed enti in materia preposti. Per quanto attiene il rilascio dei nuovi titoli di concessioni, obiettivo primario della nostra Amministrazione, specifico che il Comune di Carrara ha da tempo verificato tutta la documentazione prodotta dalle imprese, ma prima di procedere alla formalizzazione degli atti conseguenti ha ritenuto dover approfondire gli aspetti relativi alla durata delle concessioni ed alle modalità del loro rinnovo. Ciò anche a seguito delle più recenti direttive europee e della giurisprudenza che si è consolidata in materia, nonché del processo di revisione che la Regione Toscana ha avviato in merito alla Legge nr° 78/1998; ossia la “Legge Quadro” che regola l’ attività estrattiva nelle cave. In conclusione ribadisco che il settore lapideo era e resta fondamentale per gli aspetti socio-economici della città di Carrara. Un comparto che certamente ha diversi problemi da affrontare (come quello di rilanciare la trasformazione in loco della nostra pregiata materia); ma si tratta tuttavia di un mondo certo non facile e che andrebbe esaminato con rispetto e maggiore conoscenza dei suoi problemi reali», conclude Zubbani.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web