Sicurezza
Fulminato in cava, 2 avvisi di garanzia
Chiuse le indagini sulla tragedia del 35enne Enrico Mauceri, stroncato da una scarica mentre tinteggiava una cabina Enel
CARRARA. Morì fulminato mentre lavorava in una cabina elettrica, in una cava dei bacini marmiferi apuani.
Ora, a distanza di otto mesi (l’incidente si verificò il 16 novembre scorso) arrivano gli avvisi di garanzia.
La Procura (titolare delle indagini è il pm Vito Bertoni) - stando alle indiscrezioni - avrebbe già inviato gli avvisi. Si attende solo l’avvenuta notifica da parte dell’ufficiale giudiziario.
Sarebbero due i nomi scritti sul registro degli indagati per la morte dell’operaio 35enne, padre di due figlie, Enrico Mauceri.
L’ipotesi di reato, lo ricordiamo è di omicidio di colposo, e gli avvisi di garanzia sono stati indirizzati al titolare della ditta artigiana New Energy di Carrara, Nando Gemignani, presso cui lavorava il Mauceri, e al titolare e direttore della cava dove è avvenuto l’incidente mortale, Gianni Borghini.
Si complica anche la posizione della società concessionaria della cava Crestola nel bacino di Torano: la Procura, infatti, vuole accertare l’eventuale responsabilità amministrativa. E capire perché non sia stata staccata la corrente, e si sia continua5o a lavorare, mentre era in corso l’intervento alla cabina elettrica dell’Enel.
Una vera e propria svolta e pochi mesi dall’pinfortunio mortale in cava. Enrico Mauceri, figlio del giudice (ora in pensione) Maurizio Mauceri, rimase folgorato nella cava Crestola del bacino marmifero di Torano, mentre era su un ponteggio. Oltre al direttore di cava e al titolare dell’impresa artigiana presso cui lavorava, ed era socio Mauceri, viene chiamata in causa anche la società concessionaria della cava Crestola numero 17.
L’incidente, che suscitò un grande cordoglio in città dove sia Enrico che il padre, l’ex giudice Maurizio Mauceri, sono conosciutissimi si verificò nel novmerbe scorso.
Secondo la prima ricostruzione, la scala metallica che stava spostando ha toccato i fili dell'alta tensione.
Stando alle ricostruzione, effettuata subito dopo l’infortunio mortale dal Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl, durante lavori di tinteggiatura dell'esterno di una cabina elettrica, la scala metallica maneggiata dall'operaio avrebbe accidentalente toccato le linee aeree a 15mila volt che collegano un traliccio con la cabina Enel. La scarica dalla scala ha investito l'operaio socio della ditta, sbalzandolo giù dal ponteggio che era stato regolarmente posizionato. Vicino a lui stavano lavorando il titolare della ditta artigiana New Energy di Carrara, Nando Gemignani di 56 anni e un altro operaio socio, Marco Cherubini di 35 anni.
Quando è stato investito dalla scarica elettrica, gli altri due colleghi lo hanno soccorso, hanno cercato di strapparlo dalla scala, ma sono rimasti ustionati, seppure in modo non grave.
Per Enrico Mauceri non c'era stato nulla da fare. Quella scarica elettrica lo aveva fulminato, sul colpo, provocandogli un arresto cardiaco.
Subito dopo l’infortunio mortale, lo ricordiamo, l'Enel in una nota, aveva preso le distanze da quanto accaduto.
In tempi strettissimi, infatti, aveva comunicato che «nessuna informativa preventiva era stata data ad Enel in merito ai lavori in corso alla cabina privata, le cui operazioni si svolgevano in prossimità della linea elettrica di media tensione».
E l’Enel, infatti non è stata coinvolta nelle indagini ora giunte alla loro conclusione.
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