Il Tirreno

Chieste facilitazioni e minori oneri per le bonifiche

CARRARA. Quattro richieste del territorio apuano al ministero dell’ambiente per il Sin, il sito di interesse nazionale per le bonifiche, che sta creando non pochi problemi alle imprese attuali, che...

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CARRARA. Quattro richieste del territorio apuano al ministero dell’ambiente per il Sin, il sito di interesse nazionale per le bonifiche, che sta creando non pochi problemi alle imprese attuali, che devono affrontare il peso di un passato inquinamento di cui non sono responsabili. Così ieri i sindaci di Carrara e Massa, Zubbani e Pucci, il presidente della Provincia Angeli e l’assessore regionale Bramerini, hanno chiesto al nuovo direttore generale del ministero, che si occupa dei Sin, avvocato Pernice, di far fare passi avanti all’accordo di programma.

Le analisi dei terreni. La richiesta è che il ministero approvi il più presto possibile il protocollo operativo per le caratterizzazioni dei terreni che consentirebbe ai singoli soggetti imprenditoriali, di poter effettuare le analisi senza dover prima chiedere l’autorizzazione ministeriale ma basandosi sul protocollo, che è sostanzialmente pronto, ma va approvato dalla Conferenza dei servizi: dovrebbe avvenire entro l’estate. L’agevolazione richiesta è che le aziende possano fare le caratterizzazioni e poi trasmettere i risultati al ministero, evidanto i permessi preventivi da Roma che fanno perdere circa un anno di tempo.

Interventi pubblici. Seconda richiesta: che vengano velocizzati i tempi per alcuni interventi di natura pubblica nel Sin, come ad esempio a Massa la regimazione idraulica e la messa in sicurezza di alcune aree (Marina di Massa, Ricortola) . Trattandosi di interventi pubblici che vengono eseguiti in ottemperanza con i finanziamenti regionali, si chiede una corsia preferenziale per farli in tempi brevi.

Aree da svincolare. Massa e Carrara con il coordinamento della Provincia ieri hanno presentato (e seguiranno incontri tecnici), una richiesta di restituzione agli usi legittimi di alcune ampie porzioni di territorio. Sostanzialmente, se il ministero acconsentirà, tali aree (vicine al mare) pur restando dentro al Sin, ne verranno svincolate: cioè non saranno più assoggettate a iter autorizzativi. Non si tratta di aree con insedimenti industriali, ma commerciali e residenziali vincolare al Sin.

Apertura da parte del ministero a questa richieste: risponderà entro breve sulle caratterizzazioni, sugli svincoli di terreni, e sugli interventi pubblici (da inserire in un elenco di priorità).

I costi del danno ambientale. La delegazione apuana ha anche chiesto (e su ciò si aprirà un confronto perché la questione è complessa) una mitigazione degli oneri degli imprenditori rispetto alle transazioni sul danno ambientale, per liberare le aree: l’accordo prevede che i privati con aree industriali possano transare – nel caso che dalle caratterizzazioni le aree risultino contaminate da inquinanti (altrimenti i terreni sarebbero liberi)– pagando una quota (canone ambientale e messa in sicurezza), ma la transazione è onerosa. Le istituzioni locali chiedono una mitigazione, attraverso la ricerca degli inquinatori storici a cui dovrebbe essere addebitata parte del danno ambientale. Peraltro tale proposta del tavolo provinciale è stata condivisa dalla Regione: coloro che hanno ora le aree, le hanno “ereditate” potenzialmente inquinate. La richiesta è che il ministero sposti parte del costo del danno ambientale sui “vecchi” inquinatori (mentre gli oneri di bonifica sono a carico degli attuali proprietari delle aree).

Su questo fronte si aprirebbe quindi un iter legale che, a quanto sembra di capire, coinvolgerebbe i compiti del ministero. La transazioni prevedono dilazioni in dieci anni, con fidejussioni.

Il ministero su questa proposta, ha richiesto che venga formalizzata. Ma è da tempo, da anni, che le istituzioni locali stanno cercando di sbloccare i problemi del Sin che incombono sulle imprese di oggi.

Sono ora previsti incontri tecnici per approfondire ciascun punto discusso ieri a Roma.

La falda idrica. Per arginare il rischio di espansione dell’inquinamento della falda idrica, sono in corso vari interventi di emungimento delle acque.

Ma non sono più prescritte le palancolature. Il ministero vorrebbe che fossero emunti circa 28 milioni di metri cubi di acqua di falda all’anno, attualmente il quantitativo sarebbe sui 25 milioni di metri cubi. L’obiettivo, da tempo, è razionalizzare il sistema di bonifica.(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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