La manifestazione
«Allungava le mani, poi mi dava la coca»
Parla la ragazzina che ha denunciato l’uomo che le avrebbe fornito la droga: «Se vuoi far soldi vai a letto con i miei amici»
CARRARA. «Abbiamo fumato degli spinelli. Poi lui ha allungato le mani. Mi ha detto che se fossi stata carina con lui mi avrebbe dato gratis tutta la droga che volevo. E se volevo più soldi dovevo andare anche con due suoi amici, che volevano venire a letto con me».
Parla la ragazzina vittima dei presunti abusi. Adesso sembra una bambina, ha perso tutto il suo appeal da donna fatta. Quella scorza dura che la faceva sembrare più grande e che le aveva lasciato addosso l’uso della droga e dagli eventi, terribili, che aveva vissuto. Adesso, dopo alcuni mesi in una comunità di recupero, la ragazza che ancora minorenne sarebbe stata al centro di una vicenda di ricatti sessuali e orge in cambio di dosi di cocaina ed eroina, è stata ascoltata in Procura, a Genova, per l’incidente probatorio.
I magistrati hanno voluto sentire la sua versione dei fatti, ancora prima che si vada a processo. E sempre a Genova è stata sentito anche Bruno Poggi, il 66enne, operaio in pensione dei Nuovi Cantieri Apuania, in carcere con l’accusa di cessione continuata di sostanze stupefacenti a minorenne in cambio di prestazioni sessuali, induzione alla prostituzione di minorenne, e stalking. La giovane si è presentata in Procura in jeans, maglietta e coda di cavallo. È apparsa determinata. Ha pianto solo una volta, quando le è toccato parlare degli aspetti più scabrosi della vicenda, di quelle pratiche sessuali a cui sarebbe stata costretta.
La ragazza (rappresentata dall’avvocato Andrea Lazzari) ha ripercorso dall’inizio quel presunto rapporto malato con il padre dell’amica. Tutto comincia a Fossone, nel casolare che di giorno veniva affittato per le feste dei bambini. Al calar della sera diventava teatro di orge e festini a base di sesso e cocaina.
La ragazzina sarebbe stata invitata a fumare qualche spinello. Poi l’uomo avrebbe allungato le mani, e lei, in un primo momento ha opposto resistenza. Ma poi, ha riferito la ragazza nell’incidente probatorio, l’uomo le avrebbe fatto intendere che in cambio di favori sessuali avrebbe avuto, gratis, la droga. Allora le cose sono cambiate e per la giovane sarebbe cominciato un incubo fatto di sesso, non solo con il suo aguzzino ma anche con gli amici di lui. La ragazza ha infatti riferito che una volta lui le avrebbe detto: «Se vuoi tirare su un po’ di soldi ho due amici che verrebbero a letto con te». Il tunnel, per la giovane, nel frattempo diventata maggiorenne, sembra sempre più profondo.
Fino a quando decide di dire basta. E in questo anche durante l’interrogatorio è apparsa molto determinata. Da qui l’idea di scrivere una lettera alla moglie dell’uomo che, nel frattempo, al suo rifiuto a proseguire oltre con quella squallida storia, la tempestava di sms, di telefonate, arrivando perfino a seguirla quando usciva con le amiche.Quella missiva è stata lasciata in una borsa e trovata dalla madre della ragazza, che poi l’ha convinta a denunciare tutto alla polizia. E la ragazza, con decisione, ha riferito al magistrato che l’ha interrogata, che lei forse voleva proprio quello. Che la madre scoprisse tutto e la liberasse.
E intanto, in procura a Genova è stata sentita anche la versione del Poggi. Completamente contrapposta. Lui ha dichiarato che voleva solo aiutare la giovane ad uscire dalla droga.La vicenda, quindi, si complica e la Procura non potrà chiudere il fascicolo, come preventivato, entro la fine dell’estate. Sono in corso, infatti, ulteriori verifiche sul conto dell’uomo coinvolto nella vicenda (e ancora in carcere a Prato). E si attendono le trascrizioni delle dichiarazioni della ragazza.
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