Il Tirreno

Abusi edilizi, 470mila euro per le ruspe

di Francesca Ferri
Abusi edilizi, 470mila euro per le ruspe

Il Comune ci pagherà due ditte che da ottobre, per 4 anni, demoliranno gli illeciti. Il più antico risale addirittura al 1977

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MASSA. Due ditte e quattrocentosettantamila euro per buttare giù, nei prossimi quattro anni, tutti gli edifici abusivi che il Comune di Massa ha pizzicato negli ultimi trentacinque anni. Sono garage, tettoie, vani, magazzini, parti di immobili tirati su in barba alle regole, il più dei quali risale addirittura al 1977. Quanti siano, al momento, neppure si sa, ma cosa se ne vuole fare, quello è chiaro: basta condoni, arrivano le ruspe.

A chiamarle è la determinazione 2528 del 3 luglio del Settore opere infrastrutturali e tecnologiche del Comune di Massa, a firma del dirigente Fabio Mercadante, che è il primo passo concreto dopo le dichiarazioni di intenti dei mesi scorsi.

Che la tolleranza fosse arrivata al capolinea è chiaro da tempo, da quando all’inizio dell’anno il procuratore capo di Massa, Aldo Giubilaro, ha convocato i sindaci della provincia presentando la lista degli immobili abusivi con sentenza passata in giudicato da abbattere.

Sono ottantanove, sorgono nei comuni di Massa, Carrara, Montignoso, Fivizzano e Fosdinovo e i loro proprietari, pur con una sentenza del giudice, non hanno mai eseguito l’ordine di demolizione. Il caso più vecchio è del 2000, dodici anni in cui una sentenza di tribunale è rimasta in un cassetto.

Quelli usciti dalla procura, però, non sono gli unici di immobili abusivi da radere al suolo. Il Comune di Massa ha un’altra valanga di abusi edilizi nel suo territorio, cosiddetti “amministrativi”, per lo più parti di abitazioni, tettoie, garage, che privati cittadini, ma anche aziende e gli stessi enti pubblici hanno realizzato nel corso degli anni. È anche per questi è scoccata l’ora x.

La determinazione 2528 serve appunto ad avviare la gara per individuare due ditte che avranno il compito di eseguire le demolizioni, sia quelle amministrative per conto diretto del Comune, sia quelle giudiziarie e che la procura ha affidato al Comune di Massa (e agli altri Comuni per gli edifici nei loro territori).

La gara si chiude alla fine di luglio, i lavori partiranno ad ottobre. Le due ditte vincitrici si “spartiranno” il territorio che è stato diviso in due lotti: a destra e a sinistra del fiume Frigido. La scelta di ingaggiare due diversi operatori è chiara e significativa: gli interventi da effettuarsi, si legge nella determinazione, sono di «numero elevato». Quanti, al momento, non è dato sapersi; gli uffici non si sbilanciano e rimandano il computo esatto da qui a ottobre, quando è previsto l’inizio delle operazioni di demolizione.

Al momento il Comune ha, comunque, stanziato 470mila euro, 235mila per ciascuno dei due lotti da usarsi per i prossimi quattro anni – tanto durerà il contratto – solo per demolire gli abusi amministrativi. Le spese per buttar giù gli abusi indicati dalla procura sono invece coperte dal ministero.

«Presto o tardi la legge arriva sempre: di condoni spero non se ne facciano più», spiega il sindaco Roberto Pucci.

«La determinazione del Comune di Massa è la dimostrazione che le nostre non sono parole buttate al vento – spiega il procuratore Giubilaro – ma che si va avanti e si fa sul serio. Quello di Massa è il Comune apripista; gli altri seguiranno a ruota una volta che il meccanismo delle demolizioni avviato da Massa sarà collaudato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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