Il Tirreno

«Tagli qua, duplicati là» La bocciatura dei sindacati

Case della Salute ok, ma quando e dove? Assurdo separare Pediatria dall’Opa Cgil, Cisl e Uil contestano il progetto sanitario e dicono stop ai campanilismi

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MASSA. Tantissime perplessità acocmpagnate da suggerimenti e richieste di modifiche. Cgil,Cisl e Uil bocciano, in sostanza il Piano attuativo della sanità.Vediamo alcuni punti.

La rete ospedaliera. La proposta finale della direzione – scrivono Isa Zanzanaini (Cgil), Andrea Figaia (Cisl) e Franco Borghini (Uil) – dichiara apertamente l’insostenibilità economica delle vecchie duplicazioni dei reparti negli ospedali di costa. Tuttavia, ne formalizza altre due, con la duplicazione dei reparti di day surgery e di week surgery. Inoltre, il Pal non contiene alcuna indicazione, neppure approssimativa, sui costi dei trasferimenti o sui risparmi sperati a regime.

Orotpedia/Chirurgia. «Appare ingiustificata, anche sotto il profilo puramente tecnico, la separazione fra i due presidi di costa delle due specialità chirurgiche (ortopedia e chirurgia generale/vascolare) che per definizione compongono, prima e meglio di altre, il “trauma care”. La presenza della Radiologia Interventistica a Carrara secondo la proposta dell'azienda giustifica l'accorpamento su quel presidio della chirurgia generale ma è il trauma tutto che può dover ricorrere a quel tipo di trattamenti e, oltretutto per il paziente ortopedico ci sono difficoltà e rischi legati al trasferimento a mezzo ambulanza maggiori. Non ci interessa in quale Comune saremo curati ma come».

Pediatria. I sindacati dicono di non comprendere la «logica di separare l'unico dipartimento fin qui unificato in un unico presidio, allontanando la pediatria dal materno infantile: i problemi a cui si pensa di dare soluzione con questo provvedimento esistono da anni e ci sono altre vie praticabili per risolverli, per esempio con una convenzione ad hoc con la Fondazione».

Hospice. «Scompare anche il tema dell'Hospice, cosicché non solo sfuma l'ipotesi di una struttura pubblica a Monterosso, ma non si precisano neppure i termini della gestione di quello che ha aperto i battenti alla Don Gnocchi, del quale si ignora il livello di integrazione con i servizi sanitari ospedalieri e territoriali».

Case della Salute. Queste strutture «capaci di rispondere 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 ai nostri bisogni saranno tre, ma solo di una si mettono nero su bianco ubicazione e costi, mentre non ci si esprime sui tempi di realizzazione di nessuna. In più, non si prevede, se non nella Casa di Aulla, la cosiddetta gestione dei codici bianchi: non doveva essere uno dei servizi qualificanti delle Case della Salute?»

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