Sicurezza
«Noi, avvelenati dalla Rumianca chiediamo giustizia»
I fratelli Manici: «Caro sindaco, il problema non siamo noi o il Tg2, il problema è chi non ha fatto le bonifiche»
CARRARA. «Gli ultimi nostri compagni di lavoro deceduti sono Nino Giusti e Enzo Barattini: di settecento che eravamo alla Rumianca, fra dipendenti diretti e imprese, saremo sopravvissuti in meno di venti»: i fratelli Vittorio e Giancarlo Manici, 71 e 64 anni, nei giorni scorsi sono stati protagonisti del servizio del Tg2 sulle condizioni dell'inquinamento del polo chimico. Un servizio che ha suscitato la reazione del sindaco Angelo Zubbani e, successivamente anche del sindaco di Massa Roberto Pucci: «Innanzitutto - spiegano i due fratelli - non siamo stati noi a chiamare la televisione, ma è il Tg2 che ci ha cercato. Era il 13 maggio quando c'è stata l'intervista, alle ore 16 per la precisione. Non crediamo di aver danneggiato l'immagine del territorio: siamo noi che siamo stati danneggiati dall'inquinamento. Abbiamo perso i denti a 40 anni, ogni sei mesi facciamo la Tac, Vittorio ha due noduli al polmone, io - spiega Giancarlo - ho l'enfisema polmonare, ho speso di recente 500 euro fra ticket e medicine. Mio fratello Vittorio da quando ha superato i 70 anni non paga il ticket, ma prende 700 euro di pensione, io ne prendo 1.200 ma non ho nessuna indennità né agevolazione. La realtà è che siamo stati avvelenati, più che prendersela con la televisione, il sindaco dovrebbe prendersela con chi da decenni non completa la bonifica, e battersi perché ai cittadini vengano riconosciuti quelli che noi riteniamo i nostri diritti».
Il loro genitore, Carlo Manici, morì a 46 anni, per un tumore alla gola, mentre la madre smise di lavorare - l'avevano assunta al posto del marito - perché soffriva di emorragie. Distribuiva il latte in fabbrica (un litro al giorno a testa), ma perdeva sanguie al fegato e allo stomaco, e fu sostituita dal figlio Vittorio. E misero Vittorio, che come capofamiglia non fece il militare. Già in passato Vittorio aveva ricordato: «Negli Anni 70 facevo i turni, l'azienda era aperta 24 ore su 24, a mezzanotte i capoturni mi davano ordine di aprire le valvole, e gettare tutto il contenuto dei vasconi nel Lavello; per chi toccava di lavorare la notte, era obbligo aprire le valvole e scaricare tutto nel Lavello. Non solo: quando c'erano i controlli dell'Unità sanitaria locale, dieci minuti-un quarto d'ora prima venivano gettati dei pesci rossi dentro il vascone, per dimostrare che l'acqua era pulita; però, dopo mezz'ora, a ispezione finita, i pesci o saltavano fuori da soli per morire oppure li trovavamo "cotti"». Aggiungeva Giancarlo: «E io di notte, nel Lavello gettavo dei sacconi di soda caustica per tentare di ripulire in qualche modo le acque dai nostri scarichi. Ma quando a fine Anni Settanta, arrivò un container da Israele e lo portarono dentro, piombato, ci abbiamo messo una settimana a scaricarlo, perché i sacchi quando perdevano la polvere facevano sanguinare il naso; bisognava stare attentissimi, in dieci ci misero a scaricare un container».
Storie drammatiche, sulle quali adesso potrebbe essere anche un giudice a fare chiarezza: «Abbiamo dato mandato all'avvocato di un patronato per chiedere il riconoscimento della malattia professionale. Chiediamo che partiti, sindacati e le istituzioni facciano chiarezza su quello che è successo, e al sindaco chiediamo un incontro pubblico: noi non vogliamo danneggiare il territorio, vogliamo i nostri diritti, e i cittadini hanno diritto che il loro territorio venga tutto bonificato. E al sindaco di Massa diciamo di guardare a Massa».
Giancarlo ha lavorato in azienda dal 1970 fino al 1984 (cioé alla chiusura); Vittorio dal 1961 (subentrò alla madre) all'83; erano operai addetti un po' a tutto, anche al diserbante Olgran per le risaie. «Sappiamo noi cosa voleva dire al sabato andare al cinema o a ballare, ed essere allontanati come appestati, nessuno si poteva avvicinare per l'odore; ci lavavamo anche con l'aceto, ma non si riusciva a mandare via la puzza». E danno anche i loro numeri di telefono per essere contattati, anche da ex colleghi: Giancarlo 0585-041609; Vittorio 0585-52767.(m.b.)
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