Italia
In disuso da due anni Ordine a Bankitalia «Via l’impalcatura»
MASSA. Non ci sono solo lo spread e la crisi a dare del filo da torcere alla Banca d’Italia. A Massa i grattacapi per la locale sede della “bancona” nazionale arrivano dal Comune da cui parte un...
MASSA. Non ci sono solo lo spread e la crisi a dare del filo da torcere alla Banca d’Italia. A Massa i grattacapi per la locale sede della “bancona” nazionale arrivano dal Comune da cui parte un ordine più perentorio dei dettami della Merkel: via il ponteggio abbandonato da oltre due anni che copre parte della facciata della sede di piazza Garibaldi.
La segnalazione al Comune è partita dal consigliere Benedetti e, prima di lui, dal collega di consiglio Giuntini. Le impalcature, dopo mesi e mesi di stop, sono ormai diventate ricettacolo di sporcizia e degrado, aggravate dal fatto che l’indecorosa immagine grava nella centralissima piazza Garibaldi, davanti alla statua dell’Eroe dei due mondi.
Di eroico, nella vicenda del ponteggio della Banca d’Italia, c’è poco. «Il tratto di ponteggio su via dei Mille – si legge nella relazione fatta dopo il sopralluogo del tecnico del Comune – costituisce un impedimento per i pedoni che vi transitano costringendoli a spostarsi sulla sede stradale con vivo pericolo per la loro incolumità. Il ponteggio su piazza Garibaldi si presenta anch’esso in stato di abbandono, in particolare i piedi poggiano su elementi in legno fatiscenti e pericolosi». Sotto, la sporcizia attira scarafaggi ed emana cattivo odore, oltre al fatto che tutta la struttura ruba spazio alla piazza.
Per questo il Comune ordina alla Banca d’Italia di mettere subito la segnaletica idonea di divieto d’accesso, di verificare che la struttura sia stabile, di ripulirla e di darsi una mossa a finire di sistemare la facciata e poi smontare l’impalcatura. Cosa che deve avvenire entro 30 giorni.
Ultimo, ma non meno importante, di passare dagli uffici e pagare tutti gli arretrati della tassa di occupazione di suolo pubblico. Sempre in soldi, insomma, va a finire il discorso.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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