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Aggressione, condanna esemplare

Aggressione, condanna esemplare

Dieci e 7 anni a due marocchini che picchiarono un connazionale

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MASSA. Dovranno scontare rispettivamente sei e dieci anni, nel secondo caso tre in più rispetto a quanto chiesto dal pubblico ministero, per aver aggredito e derubato un connazionale 2 anni fa. La sentenza, emessa ieri mattina dal presidente del tribunale Maria Cristina Failla, con i giudici Cosimo Maria Ferri e Antonia Aracri, riaccende i riflettori sulla Partaccia, all’incrocio tra via delle Pinete e via Baracchini, dove pochi giorni fa un marocchino ha accoltellato un connazionale.

Anche la vicenda portata in aula ieri era iniziata nello stesso punto e anche in quel caso i protagonisti erano stati dei marocchini. Nella ricostruzione del pm Alessandro Conforti qui, il 1° maggio 2010, Mohamed Chahboun e il connazionale Mustafa Matallah si erano incontrati per caso e avevano preso un caffè. Al momento di pagare Matallah avrebbe visto Chahboun estrarre dalla tasca una grossa somma di denaro, 950 euro, avrebbe fatto una telefonata e poi si sarebbe avviato con lui verso la colonia disabitata “Ugo Pisa”.

Qui i due erano stati raggiunti da un terzo connazionale, Aziz El Oumari, che insieme a Matallah avrebbe aggredito Chahboun colpendolo prima da dietro con una bottiglia di whisky poi a calci e pugni e con un bastone.

Per gli aggressori il pm aveva chiesto 7 anni e 8 mesi (per El Oumari) e 7 (Matallah), con l’aggravante per entrambi della recidiva. Il minimo della pena e le attenuanti generiche era invece la richiesta della difesa, l’avvocato Enrico Di Mattei, che ha definito alcuni punti del racconto «incredibili». Perché Chahboun ha seguito il connazionale? Come è possibile che, come la vittima ha raccontato, sia rimasto 4 ore davanti ai suoi aggressori dopo essere stato picchiato? Da dove veniva il denaro? Non è stato poi possibile verificare la testimonianza di Chahboun perché non si è presentato in aula. I dubbi della difesa, però, non hanno convinto il giudice che ha emesso pene addirittura più severe rispetto a quanto chiesto dal pm. La difesa ricorrerà in appello. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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