Il dolore
Da Milano in Lunigiana, per uccidersi
Tragica fine di un 48enne: per una delusione d’amore si è impiccato nella stanza d’hotel dove era già stato cinque mesi fa
PONTREMOLI. Era già stato, da solo, in quell’hotel nel cuore della Lunigiana, alla fine dello scorso febbraio. E, già allora, al termine del suo breve soggiorno, aveva detto che sarebbe tornato a luglio. Aveva addirittura fatto la prenotazione, senza specificare però il giorno.
E in quell’albergo si è presentato - senza alcun preavviso - domenica sera, per uccidersi. È qui, in una camera al terzo piano, dove non ha toccato nulla, nè il letto e neppure il bagno, che si è impiccato, un uomo di 48 anni della provincia di Milano. Si è avvolto la cintura dei pantaloni al collo e poi l’ha incastrata nella tapparella. Lo ha trovato, privo di vita, il gestore dell’hotel, alle undici di ieri mattina quando, dopo non aver avuto risposta alle ripetute chiamate della cameriera che voleva rifare la camera, ha aperto la porta della stanza con il passepartout.
Una tragedia dettata dalla disperazione. L’uomo ha lasciato una lettera, in cui mette per iscritto la sua voglia di farla finita. E dove, stando a quanto trapela dalle prime e blindatissime indagine dei carabinieri di Pontremoli (coordinati dal pm di turno, la dottoressa Alessandra Conforti) ci sarebbe anche un riferimento a una cocente delusione d’amore.
Un sentimento finito o addirittura non ricambiato, e che gli ha tolto la voglia di vivere, per una donna della Lunigiana. Forse proprio per questo è venuto fin qui per uccidersi.
Una vicenda triste che piomba sulla Lunigiana a pochi giorni da un altro suicidio (che ha assunto le tinte del giallo), quello del 54enne stroncato giovedì scorso da un mix di farmaci sul greto del fiume Magra. A Piccatello dove aveva deciso di farla finita portando con sè una corda legata a cappio.
Ad accomunare i due episodi, così vicini temporalmente, è che tutti e due gli uomini venissero da fuori. Nessuno dei due, infatti viveva in Lunigiana: il 54enne morto sul fiume risiedeva nel parmense. Il 48enne che si è impiccato in hotel era della provincia di Milano. In Lunigiana ci sono venuti apposta, per farla finita.
Arriva in hotel e si impicca. È arrivato in albergo a piedi, senza macchina da parcheggiare. Ben vestito e con un piccolo bagaglio. Doveva fermarsi solo una notte. In realtà quella camera l’ha usata solo per uccidersi. Non è neppure entrato in bagno. Sul wc è stato trovato il nastro di protezione igienica, intatto. Non ha nemmeno toccato gli asciugamani. E non ha cenato: nessuno lo ha visto uscire. A scoprire il suo corpo, ormai privo di vita, è stato il titolare dell’albergo, insospettito dal fatto che quel signore, arrivato domenica sera, non si fosse presentato giù per la colazione. E che, anzi, non fosse proprio sceso per nulla. Nessuno aveva sentito dei rumori provenire dalla camera, nessuno aveva sentito dei lamenti. Ma la chiave era ancora in stanza, quindi non era andato da nessuna parte. E così una cameriera ha bussato più volte alla porta della camera. Lo hanno chiamato dalla reception.
Alla fine hanno aperto la porta e si sono trovati davanti una scena straziante.
È partito immediatamente l’allarme ai carabinieri di Pontremoli e alla Misericordia. L’ambulanza è intervenuta con il medico a bordo, ma per il 48enne milanese, che viveva in provincia con l’anziana madre, non c’era già più nulla da fare. I carabinieri hanno rinvenuto una lettera, vergata a mano in alcuni fogli di quaderno. Era sullo scrittoio, accanto al letto. Di fianco c’erano i soldi, contati, per pagare la camera.
In quella lunga missiva l’uomo ha cercato di spiegare il suo gesto, parlando di una delusione di amore, proprio per una donna di questa terra, con la quale forse aveva sognato di trascorrere qualche giorno in quello stesso albergo in cui invece si è tolto la vita.
L’uomo era un cliente già noto nell’albergo. Aveva prenotato per una settimana: una vacanza pianificata con tutta calma, già due mesi e mezzo fa. Un cliente di quelli che non destano sospetto in Lunigiana dove sono molti gli amanti delle passeggiate e della natura che si prendono, anche da soli, delle pause corroboranti. L’epilogo di quella che doveva essere una vacanza è stato invece una tragedia.
Oggi a Pontremoli arriveranno i familiari dell’uomo immediatamente avvertiti dell’accaduto.
Il cordoglio del sindaco «Oddio, un’altra tragedia!».
È stato questo il commento a caldo del sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini. A fare impressione, e non solo a lei, è proprio il fatto che a nemmeno una settimana dal suicidio avvolto nel mistero sul greto di Piccatello, si sia verificato a così poca distanza di tempo un altro episodio di questo genere.
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