Il Tirreno

Cozze e cinghiale, la Caritas replica all’Arci

Cozze e cinghiale, la Caritas replica all’Arci

Dopo il trasloco della sagra del pesce, il comitato parrocchiale precisa: «Mai avuti soldi da voi»

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MASSA. La Caritas di Cervara mette i puntini sulle “i” nella vicenda della coabitazione tra la sua sagra del cinghiale e quella della Cozza e del pesce, organizzata dall’Arci, che ha dovuto traslocare dai locali della Caritas per non infrangere le regole imposte dal Comune che non vuole due sagre contemporaneamente nello stesso posto.

Gli organizzatori della sagra della cozza, qualche giorno fa, si era uno lamentati dei disagi che lo spostamento coatto provocava loro. Oggi risponde Ester Rizzolo del direttivo del Centro sociale Caritas di Cervara del comitato parrocchiale per la sagra del cinghiale. L’allontanamento della sagra della cozza, spiega Rizzolo, «fa dispiacere a tutti, ma naturalmente, però ciò non è dipeso da noi e quindi il sentir parlare di “guerra” e di “boicottaggio” fa molto dispiacere. La sagra della cozza e i suoi organizzatori sono sempre stati ben volentieri ospitati, e voglio sottolineare ospitati e a titolo completamente gratuito, nei locali della Caritas».

Rizzolo smentisce anche alcune affermazioni fatte dal presidente dell’Arci Biagioni. «In merito alla dichiarazione di sostenere la Caritas con i proventi della loro sagra questo proprio non mi risulta assolutamente e non posso far altro che smentire categoricamente, poiché nessuna elargizione monetaria è mai stata fatta alla Caritas da parte dell’Arci, se non il rimborso a copertura delle spese dei consumi di gas luce e acqua».

Quanto alla risistemazione della cucina, dei bagni e dei pavimenti, che l’Arci ha dichiarato essere frutto del suo lavoro, Rizzolo ribatte che «l’apporto dato dai volontari dell’Arci riguarda esclusivamente la manodopera e non l’acquisto dei materiali o dei mobili o dei sanitari né di altro poichè qualunque spesa è sempre stata sostenuta in toto dalla Caritas, fatture alla mano. Quindi pur grati del loro apporto in termini di manodopera, posso liberamente affermare che questo di certo non avrebbe compensato un eventuale pagamento di affitto anche minimo se gli fosse stato chiesto per il posto messo a loro disposizione per svolgere la sagra in tutti questi anni». E conclude rivolgendosi al presidente dell’Arci Biagioni: «Per il prossimo anno potreste decidere di cambiare il periodo della vostra sagra e io insieme agli altri del direttivo in primis il parroco, saremo ben lieti di continuare ad ospitarvi nei nostri locali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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