Sicurezza
Pugnalò per gelosia il marito dell’ex, preso
MASSA. Quando si è visto braccato ha tentato di fuggire nella pineta e, raggiunto da un poliziotto in moto, lo ha aggredito, buttato a terra e ferito. Ma alla fine è stato preso e, dopo sei giorni di...
MASSA. Quando si è visto braccato ha tentato di fuggire nella pineta e, raggiunto da un poliziotto in moto, lo ha aggredito, buttato a terra e ferito. Ma alla fine è stato preso e, dopo sei giorni di latitanza, arrestato.
Aziz Essaady, 30 anni, marocchino, si trova ora in carcere a Massa con l’accusa di tentato omicidio. Domenica scorsa, nel bel mezzo dell’affollatissima serata della finale degli Europei, davanti a un pub alla Partaccia, si è scagliato contro il “rivale in amore”, un connazionale la cui unica “colpa” era di aver sposato la sua ex compagna, una donna italiana.
I due coniugi si trovavano al pub insieme ad alcuni parenti quando Essaady ha fatto irruzione nel locale e ha cominciato a insultare e minacciare il connazionale. Le parole hanno presto lasciato spazio alla violenza fisica quando Essaady ha tirato fuori un coltello a serramanico e, in strada, tra lo sconcerto dei presenti – tra cui famiglie con bambini – lo ha prima ferito al volto e poi ha cominciato a colpirlo allo stomaco affondando la lama di sette centimetri fino a far uscire le viscere e ferendosi lui stesso.
Una scena raccapricciante tanto che alcuni dei presenti sono svenuti.
Essaady ha avuto il sangue freddo di rimettersi le scarpe e darsi alla fuga verso Viareggio prima che arrivassero polizia e ambulanze. Subito sono scattate le ricerche da parte della squadra mobile, coordinate dal pm Vito Bertoni della procura di Massa. Dopo una serie di pedinamenti e appostamenti Essaady, è stato intercettato venerdì mattina verso le 12 sempre alla Partaccia, dove abita. Nelle stesse ore, intanto, i medici hanno sciolto la prognosi per la sua vittima, un piccolo miracolo viste le sue condizioni. «Un ringraziamento particolare ai miei ragazzi che in questi tre giorni hanno lavorato notte e giorno per risolvere il caso», spiega il capo della squadra mobile Antonio Corcione. (f.f.)
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