Il Tirreno

Progetto Ocean, Zubbani non si fida

di Cinzia Chiappini
Progetto Ocean, Zubbani non si fida

Il sindaco: cambiare la vocazione dell’ azienda mi mette in difficoltà. Le Rsu: ma ci saranno 100 posti per il refitting?

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CARRARA. «Non voglio fare processi alle intenzioni ma a oggi non mi sento sicuro che questa operazione possa andare avanti»: è una vera e propria secchiata d'acqua gelida quella che il sindaco Zubbani getta sul progetto Ocean Indipendence, ridimensionando drasticamente il bilancio dell'incontro di venerdì a Roma tra le istituzioni locali e il colosso svizzero.

Al di là della necessità di attendere i prossimi incontri per leggere, nero su bianco, le intenzioni della società, che non ha ancora presentato ufficialmente il piano industriale, a non convincere il primo cittadino è il fatto che il progetto tratteggiato dalla Ocean preveda per il cantiere un totale stravolgimento dell'attività produttiva: «Voglio ribadire che siamo ancora in una fase di acquisizione di elementi certi e di dichiarazioni di intenti. Non c'è ancora nulla di verificabile e impegnativo. Al di là delle cose che restano da valutare, però, l'idea di scrivere la parola fine su un'attività produttiva che è in atto dal 1938 mi mette in grandissima difficoltà».

Il problema, ha spiegato Zubbani, è che la decisione sul futuro del cantiere potrebbe essere dettata solo ed esclusivamente dalla mancanza di alternative, con la data della liquidazione già fissata al 31 dicembre 2012: «Non vorrei essere costretto a decidere solo perché non c'è altro. Non sono ottimista - ha ammesso Zubbani - Il fatto di cambiare la vocazione di quella struttura in tempi difficili come questi mi mette in una difficoltà emotiva e profonda». Dichiarazioni, quelle rilasciate da Zubbani, soppesate e studiate con estrema attenzione: chi aveva pensato che l'amministrazione fosse pronta a spalancare le porte a un progetto apparentemente molto appetibile per le ambizioni turistiche nel nostro territorio, si sbagliava. «Voglio essere chiaro: se non ci fosse la vertenza Nca, il progetto Ocean sarebbe da accogliere e da portare avanti.

Qui però si tratta di un'iniziativa che sta dentro la vertenza Nca e quindi, prima che al turismo, dobbiamo pensare al cantiere», ha chiarito il sindaco. Sicuramente da qui a una decina di giorni le proposte della Ocean Indipendence saranno ulteriormente definite: la prossima settimana è in programma un nuovo incontro "ristretto" tra istituzioni locali e i rappresentanti della società svizzera mentre, secondo quanto dichiarato da Zubbani, il 17 luglio si terrà l'agognato tavolo con il governo, al quale parteciperanno anche lavoratori e sindacati.

Passaggi che serviranno a chiarire concretamente le intenzioni della società, con la presentazione del piano industriale, del business plan e soprattutto delle ricadute occupazionali del progetto. Numeri e cifre attesi soprattutto dai dipendenti del cantiere: «Per noi è estremamente difficile valutare la situazione, anche perché ci dobbiamo basare su quello che ci dicono», hanno spiegato le Rsu. Certo le notizie uscite dall'incontro di venerdì hanno rappresentato un passo in avanti nella presa di coscienza delle intenzioni della Ocean: «Al di là dei dubbi sull'affidabilità di questo soggetto, oggi sappiamo con certezza che non c'è un profilo industriale ma solo commerciale. Si tratta di stravolgere completamente l'attività del cantiere, avviando anche delle modifiche di tipo urbanistico certo non semplici da completare», hanno spiegato le tute blu.

E anche sui 100 posti di lavoro "ventilati" dagli svizzeri i dubbi non mancano: non solo perché difficilmente le operazioni di refitting e rimessaggio richiedono così tanto personale, ma anche per le competenze richieste per svolgere questo genere di attività. «Siamo sicuri che i dipendenti del cantiere abbiano le professionalità che servono alla Ocean? - si chiedono le rsu - È come se ai lavoratori Fiat che da anni costruiscono automezzi da lavoro venisse chiesto improvvisamente di mettersi a fare delle Ferrari», hanno spiegato i rappresentanti sindacali.

Dubbi e perplessità che potrebbero sfociare in una nuova mobilitazione: molto dipenderà ovviamente dal tavolo al ministero dello Sviluppo, un appuntamento a cui sono legati anche il varo della nave Rfi (ormai pronta in bacino) e l'avvio della cassa integrazione, visto che i lavoratori hanno chiesto e ottenuto dalla società, il rinvio di queste due scadenze a dopo il 17 luglio, data ipotizzata appunto per la nuova trasferta a Roma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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