Finanza
Arbitro aggredito, daspo a due calciatori
Per la prima volta in provincia colpiti dei giocatori. Per tre anni non potranno assistere a manifestazioni sportive
MASSA. Il daspo scende dagli spalti ed entra in campo. Per la prima volta in provincia di Massa-Carrara, a memoria degli addetti ai lavori, il divieto di accedere alle manifestazioni sportive colpisce non due tifosi ma due calciatori che, domenica scorsa allo stadio comunale “A. Del Freo” di Montignoso, durante il torneo delle frazioni hanno aggredito l’arbitro alla fine della partita con schiaffi, calci e pugni.
Il match si giocava tra il Cervaiolo e il Capanne. La partita era agli sgoccioli, con il Cervaiolo in vantaggio di due gol a zero sull’avversario. Ma nei minuti di recupero il Capanne è riuscito a recuperare e ai supplementari addirittura a ribaltare il risultato: Cervaiolo 2, Capanne 4, anche grazie a un calcio di rigore.
La sconfitta brucia e, in questo caso, ha evidentemente incendiato gli animi. Al fischio finale l’arbitro, Daniele Cavallini, 25 anni, della sezione apuana “Giorgio Lazzarotti”, è stato accerchiato da alcuni giocatori del Cervaiolo e poi colpito con schiaffi e pugni. È riuscito a divincolarsi e a scappare verso gli spogliatoi quando due calciatori del Cervaiolo gli sono corsi dietro e lo hanno preso a calci. Uno dei due ha anche minacciato il guardalinee, accorso insieme a un giocatore del Capanne per difendere Cavallini, dicendogli, secondo la ricostruzione della polizia, «Con te ci vediamo dopo».
Cavallini e i due assistenti, Stefano Puvia e Mario Ceccarelli, si sono rifugiati negli spogliatoi e la cosa sarebbe finita lì se la questura non fosse venuta a conoscenza dell’episodio e non avesse deciso il pugno duro.
Convocati il presidente provinciale dell’Aia (associazione italiana arbitri) e Cavallini per avere il quadro dell’accaduto, sono partite le indagini della divisione anticrimine che, grazie alla testimonianza di Cavallini, che ha riconosciuto i suoi aggressori, si sono concluse a strettissimo giro.
I due aggressori sono Enrico Pucciarelli e Alessandro Giudice, di 35 e 20 anni, uno dei quali tesserato in una formazione dilettantistica locale, entrambi della zona. Per loro è scattato il daspo, un provvedimento di solito impiegato per i tifosi violenti, che in questo caso è stato applicato a due giocatori, come permette la norma. Per tre anni non potranno avvicinarsi a manifestazioni sportive, né come spettatori né come giocatori. E dato che proprio oggi si giocherà la finalissima del torneo, tra Capanne e Cerreto, il questore, Girolamo Lanzellotto, ha emesso i due provvedimenti con procedura abbreviata per impedire ai due giocatori di assistere al match.
«Siamo abituati a vedere episodi di violenza sugli spalti, ma che succeda addirittura tra i calciatori è davvero assurdo», spiega Lanzellotto. «Un “torneo della canicola” come questo, dove non c’è nulla in palio, dovrebbe avere come scopo solo il divertimento».
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