Sicurezza
Aia: «Non torneremo più su quei campi» L’organizzatore: «Restano bravi ragazzi»
Quella di stasera sarà l’ultima partita del torneo delle frazioni ad essere arbitrata dagli arbitri dell’Aia. Lo annuncia il presidente della sezione provinciale Maurizio Testai. «Nonostante il grave...
Quella di stasera sarà l’ultima partita del torneo delle frazioni ad essere arbitrata dagli arbitri dell’Aia. Lo annuncia il presidente della sezione provinciale Maurizio Testai. «Nonostante il grave episodio di domenica scorsa abbiamo deciso di portare comunque a termine il torneo. Ma domani (oggi per chi legge, ndr) annunceremo che sarà l’ultima volta». La decisione è irrevocabile e strettamente legata all’aggressione all’arbitro durante la partita Capanne-Cervaiolo. «Negli ultimi quattro anni i nostri arbitri sono sempre stati vittime di aggressioni, quando uno schiaffo, quando un altro. Avevo già manifestato l’intenzione di non rinnovare la nostra partecipazione, perché questo torneo non ci tutela».
Poiché i giocatori non sono tutti tesserati, spiega Testai, non ci sarebbe quello scrupolo a comportarsi rigorosamente entro i limiti che i tesserati hanno ben presente per non incorrere in sanzioni. «Abbiamo sempre mandato i nostri arbitri migliori. Cavallini – continua Testai – arbitra nella massima categoria regionale. E per la finale ci sarà uno dei nostri due arbitri promossi quest’anno alla Cai, che arbitrano in tutta Italia. Abbiamo arbitrato anche in occasione del grave lutto che ci ha colpiti dieci giorni fa (quando morì Edoardo Muttini, arbitro diciottenne di Carrara, ndr). La sera del funerale del ragazzo si doveva tenere una partita del torneo e ci aspettavamo che l’organizzazione la rimandasse, anche perché i ragazzi avevano il morale a terra e non se la sentivano di arbitrare. E invece non solo si è giocato, ma abbiamo ricevuto delle critiche per la terna che abbiamo mandato in campo. Per noi il torneo delle frazioni finisce qui».
Dal canto suo Simone Paolini, organizzatore del torneo che è dedicato alla memoria di suo padre, non se la sente di pronunciare sentenze. «Mi dispiace per l’arbitro – spiega ma anche per i due ragazzi: sono bravi ragazzi, di buona famiglia, si sono lasciati prendere da un momento di “euforia”. Come organizzatore sono dispiaciuto e amareggiato. Non me lo aspettavo, questo è certo. Non ci sono mai stati problemi di questo genere in questi anni». (f.f.)
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