Finanza
Ferri alla Corte europea dei diritti
Dopo la condanna della Cassazione il legale Corini annuncia ricorso
PONTREMOLI. La Cassazione ha confermato le condanne per gli alti dirigenti della polizia di Stato finiti alla sbarra dopo i fatti relativi all’assalto alla caserma Diaz durante le tragiche giornate del G8 di Genova, avvenuto il 21 luglio 2001. Tra gli imputati, anche Filippo Ferri, attuale capo della Mobile di Firenze, all’epoca dei fatti in forza alla questura della Spezia: a suo carico, le accuse di falso aggravato e arresto illegale. A 11 anni di distanza, condanne definitive per 16 alti funzionari ritenuti responsabili del blitz nella scuola in cui trascorrevano la notte alcuni esponenti del movimento no-global, fatti alloggiare dal Comune di Genova.
Filippo Ferri è stato condannato, come in Appello, a 3 anni e 8 mesi, ma non andrà in carcere dato che, come agli altri funzionari alla sbarra, verrà applicato lo sconto di pena di tre anni per l’indulto. Ma la sentenza della Cassazione comporterà anche la pena accessoria, per cinque anni, di interdizione dai pubblici uffici, misura che porta alla immediata decadenza degli incarichi attualmente ricoperti, oltrechè alla sospensione del servizio. L’avvocato di Ferri, Marco Valerio Corini, afferma soltanto: «Stiamo preparando la documentazione da presentare alla Corte europea dei diritti dell’uomo».
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