Il Tirreno

La protesta

«Borgo del Ponte, pochi interventi cresce il degrado»

MASSA. Un quartiere con quell'aspetto un po' triste e malinconico di una zona in degrado e senza vita. È così che gli abitanti del Borgo del Ponte considerano adesso il loro quartiere, quello che...

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MASSA. Un quartiere con quell'aspetto un po' triste e malinconico di una zona in degrado e senza vita. È così che gli abitanti del Borgo del Ponte considerano adesso il loro quartiere, quello che una volta, ai tempi delle circoscrizioni, era il quartiere 3, un quartiere storico, mazziniano, di elevato valore artistico e culturale, ma soprattutto bello e pieno di vita. Via le circoscrizioni, pochi gli interventi.

Abbiamo percorso Borgo del Ponte con Simone Bianchi, del Pdl, che ci ha mostrato uno ad uno i lati fatiscenti, spesso pericolosi, del quartiere. A partire proprio dalla fontana di San Martino, al lato del "Freedom Pub", l'ex bar Ceru, dove tutti gli abitanti del posto si riforniscono di acqua e i bambini si bagnano d'estate. Ristrutturata nel 2001 dalla circoscrizione 3 e da allora abbandonata all'incuria. Su tutta la vasca si vede muffa e la statua da cui esce l'acqua è rovinata e, a tratti, irriconoscibile. La stessa sorte è toccata alla piazzetta in prossimità dell'arco di Genova, adesso in totale degrado. Il muro che la recinta è infatti pericolante, qua e là si notano veri e propri buchi nell'asfalto e l'illuminazione è completamente assente. Ma il lato più triste del quartiere rimane il parco giochi che rimane dietro l'asilo parrocchiale (che già due mesi fa nel nostro giornale è stato oggetto di protesta da parte degli abitanti). Panchine divelte, immondizia sparsa nel giardino, porte del calcetto rotte con pezzi di ferro sporgenti, altalene traballanti, fontana non funzionante e in degrado, box dell'elettricità rotto. Il parco è ancora così, come lo abbiamo lasciato due mesi fa, vittima della non curanza e di frequenti atti di vandalismo. «Non si vuole capire - commenta Alessandro Amorese, consigliere azzurro - il valore sociale che ha il parco all'interno di un quartiere. È punto di ritrovo e aggregazione, ma così assume un connotato negativo perché il degrado richiama il degrado e il degrado richiamo la delinquenza".

"Nessuno - spiega Simone Bianchi - si preoccupa della manutenzione del quartiere, così succede che lentamente si degrada, e se si degrada, tutto diventa più triste. Non si fanno feste perché non ci sono posti che le possono ospitare, i bambini vanno ad altri parchi a giocare perché nel loro quartiere non ne hanno uno, e anche le attività, come il bar, ne risentono perché non c'è nessuno da servire. Il nostro è un quartiere bellissimo che ha bisogno di essere curato come gli altri".

Melania Carnevali

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