Gioco
Telecamere anti-furto Ma le pagano i cittadini
Montignoso, cresce la percezione di insicurezza (anche se i reati non aumentano) Il sindaco Buffoni: ci sono famiglie che dormono in giardino e chi si è armato
I reati non aumentano, la paura sì. E nelle tranquille villette di Montignoso, da Cinquale a Cerreto (peculiarità urbanistica del Comune è propri la diffusione di un’edilizia fatta di case isolate con giardino e pochi condomini) c’è chi di notte non dorme, chi fa turni in giardino, chi tiene un’arma sotto il cuscino, chi trasforma la casa in un bunker di sistemi d’allarme, porte blindate, cancellate inacessibili.
Il sindaco Narciso Buffoni tasta il polso ai suoi concittadini ed emette la sua diagnosi: la percezione di insicurezza è alta, aldilà dei dati statistici, che dicono che non ci sono impennate di reati e che, sostanzialmente, Montignoso non è un Bronx.
Nasce da qui il progetto illustrato ieri mattina dallo stesso sindaco assieme alla giunta e ai massimi rappresentanti dell’ordine pubblico provinciale: il prefetto GiuseppeMerendino, il questore Gerolamo Lanzillotto. Progetto che consiste nel dotare il territorio comunale di un sistema di telecamere anti-criminalità. Occhi elettronici di ultima generazione – in grado di “vedere” anche al buio, di zoomare su targhe e volti di sospetti, di lavorare 24 ore su 24 – con una doppia funzione: di deterrenza (scoraggiare topi d’appartamento e affini) e di controllo-indagine (individuare i malviventi e contribuire così alla repressione del crimine).
Sì, per il sindaco Buffoni – lui stesso vittima di un furto in casa un paio di mesi fa e promotore, lo scorso anno di un’altra terapia anti-criminalità (poi finita in un cassetto): vigilantes pagati dai cittadini – la cura è questa. Anche se non la sola. Perchè la sicurezza dei cittadini si realizza – lo hanno sottolineato prefetto e questore, oltre che lo stesso sindaco – con una “rete” di interventi: dalla presenza delle forze dell’ordine sulle strade («a volte basta un lampeggiante per sentirsi più tutelati», dice Lanzillotto), a un’integrazione tra i diversi corpi di polizia, all’arrivo di rinforzi, soprattutto per la stagione estiva. In proposito la polizia municipale guidata dal tenente Mazzino Martinelli garantisce turni in strada fino alle 2 del mattino.
Ma chi pagherà il sistema di videosorveglianza che costerà, secondo stime della stessa amministrazione, sui 100mila euro? Buffoni in proposito rispovera l’idea del contributo degli stessi cittadini: «Di risorse il comune ne ha pochissime. Pensiamo non certo una tassa di scopo, ma un contributo volontario per contribuire a pagare i costi dell’impianto». E la privacy dei montignosini “spiati” anche di notte? «Nessun problema, le norme in materia saranno rispettate, le immagini registrate serviranno solo a contrastare i reati, i cittadini non devono temere».
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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