Il Tirreno

Così è partita la rivoluzione delle idee

Così è partita la rivoluzione delle idee

Margherita Dogliani: il nostro “lievito madre” per combattere il mondo neutro che vogliono imporci

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CARRARA. Imprenditrice ma anche promotrice di una rassegna entrata ormai di diritto fra gli appuntamenti da non perdere dell’estate carrarese. Margherita Dogliani ha chiamato la sua rassegna “Donna anima e corpo”, e si può dire che in questa iniziativa, insieme alle sue collaboratrici, si impegni quasi 365 giorni l’anno. Le abbiamo posto alcune domande.

Quali sono il segreto, la formula magica per riuscire a mettere insieme una rassegna così importante e così ricca di spunti di riflessione?

«Il segreto è nel desiderio di voler costruire uno spazio all'interno dell'azienda che tuteli il diritto alla cultura di ciascuno e ciascuna che lavora. Perché per me è importante prima di tutto e soprattutto vivere una vita consapevole. C'è un di più nella vita di ogni donna e uomo che rappresenta il desiderio di vita e di vivere bene, serenamente. Riflettere, pensare in modo consapevole e condividere le aspirazioni, i desideri con altre e altri per me è un modo per costruire relazioni che sono indispensabili per la realizzazione personale e per la società tutta. Le riflessioni nascono da questa esigenza di concretezza».

Dalla sua azienda è partita una "rivoluzione" delle idee. Dove volete arrivare?

«Il "lievito madre", che è alla base della lavorazione e trasforma la farina, gli ingredienti in gustosi dolci, ha bisogno di cura, così l'elaborazione di un pensiero necessita di attenzione, tempo e energie. La serata conclusiva dell'ultima edizione ha visto sul palco Lunetta Savino, insieme a lei due relatrici che sono all'avanguardia del pensiero della differenza Gianna Mazzini e Giovanna Galletti. Con loro abbiamo lanciato una vera "rivoluzione dell'idee": la creazione di un Movimento Culturale che si chiama “Fuori Dall'Ordine”. Oggi il Movimento esiste e come dice la Mazzini l'idea base "… l'idea che sentiamo urgente, è svelare il neutro universale, con la convinzione che portare la differenza in ogni campo del vivere e lavorare crei benessere individuale e della collettività". Crediamo infatti dice ancora Gianna Mazzini che " …la differenza tra uomini e donne non è solo biologica, culturale, storica: è una differenza simbolica. È qualcosa che viene prima, prima dei corpi, prima delle idee. Donne e uomini siamo due. Diverso modo di pensare, agire, sentire. E invece trionfa l'uno, apparentemente neutro e universale, e in realtà maschile. C'é un mistero, un miracolo, un guizzo che è necessario alla costruzione di un senso nuovo, e questo mistero, questa scintilla di vita, si produce solo quando a confrontarsi ci sono uomini e donne consapevoli di appartenere a due ordini simbolici differenti"».

Visto il livello degli ospiti, difficile pensare che si possa fare di meglio. Ma per i prossimi anni, chi dobbiamo aspettarci ancora al Biscottificio ?

«Non credo che sia l'ospite che fa la rassegna , sicuramente contribuisce a qualificarla, ma io vorrei proporre strumenti per imparare a leggere la realtà tenendo conto di pensieri e desideri che evidenziano la differenza fra uomo e donna. Differenza di pensiero che non è separazione, rivendicazione di una parte sull'altra ma semplicemente e straordinariamente un modo nuovo di stare al mondo, un modo che punta alla relazione e non alla divisione. Si parla di crisi di idee, di non sapere trovare la strada per costruire, io credo che bisogna ripartire da noi stessi, dal valore dell'esistenza dell'uomo e della donna».

Con queste premesse, davvero ci aspettano quattro appuntamenti straordinari.

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