Il Tirreno

Muore colpito da un pezzo di legno

di Andrea Bonatti
Muore colpito da un pezzo di legno

L’uomo stava tagliando un tronco d’albero con la sega circolare quando è stato centrato in piena fronte. Inutili i soccorsi

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ARCOLA. Un tronco di legna scagliato a grande velocità dalla sega circolare sul volto, e quando sono arrivati i soccorsi era già troppo tardi per un 68enne di Arcola.

Sergio Grando era riverso per terra nel cortile della sua casa di via Fratelli Cervi privo di sensi, dopo che il pezzo di legna uscito dal macchinario lo aveva colpito con forza inaudita alla base della fronte procurandogli ferite molto gravi. E a peggiorare le cose, non c’era nessuno al suo fianco al momento dell’incidente che potesse chiamare i soccorsi con tempestività.

Quando i sanitari del 118 di Santo Stefano Magra sono arrivati sul posto hanno fatto di tutto per mantenere in vita l’uomo, ma tutto è risultato inutile e la tragedia si è consumata da lì a pochi minuti. Grando abitava nella zona industriale di Arcola, a pochi passi dalle grandi cisterne dell’Arcola Petrolifera in una via parallela a via 25 Aprile. Fuori quindi dal passaggio, e forse anche per questo nessuno si è accorto all’inizio di quello che era successo.

La dinamica è ancora tutta da ricostruire, ma di certo a ferire in maniera così grave l’uomo è stato un ceppo ritrovato anch’esso nel cortile.

Di fronte l’utensile da falegname, uno strumento che permette di compiere tagli molto precisi e veloci grazie ad una lama rotonda che gira a forte velocità.

Con tutta probabilità il pezzo di legna è schizzato verso l’alto mentre Grando lo avvicinava alla sega, colpendo l’uomo al viso. Una botta tremenda, l’anziano ha perso i sensi immediatamente.

Qualcuno si accorge di lui e chiama i soccorsi: i volontari della Pa arrivano attorno a mezzogiorno, quando le condizioni dell’uomo sono già molto gravi, tanto da richiedere l’utilizzo dell’elicottero Pegaso 3 per portare il paziente in ospedale il più velocemente possibile.

Mentre si aspettava l’arrivo del velivolo il cuore di Grando ha smesso di battere, e anche le prolungate tecniche di rianimazione praticate da medici e infermieri sono risultate purtroppo inutili.

Sergio Grando aveva lavorato all’Oto Melara. Raggiunta la pensione, pare si fosse dedicato allo svolgimento di alcuni lavoretti, tra cui quello di tagliare la legna da ardere.

Anche nella tarda mattinata di ieri (l’incidente è avvenuto attorno alle 12), l’uomo stava svolgendo tale attività.

Forse stava per smettere data la vicinanza dell’ora di pranzo, ma quel pezzo di legno lo ha centrato prima che stccasse l’interruttore del macchinario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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