La manifestazione
«Mamma è caduta, io mi sono buttato»
Le tre versioni di Joselito sul volo da 5 metri dal balcone di casa. Quando scopre che la madre è morta piange per ore
CARRARA. Solo ieri mattina Joselito ha saputo che mamma Armandina è morta. Ha pianto e urlato il suo dolore inconsolabile.
Dopo aver passato una notte tranquilla, nonostante l’emorragia alla testa e i traumi riportati a seguito del volo dal balcone di casa, da dove si è lanciato lunedì pomeriggio, dopo - questa l’ipotesi più probabile ma le indagini sono ancora in corso - aver buttato giù la madre malata. Ieri mattina, in ospedale è esplosa la sua disperazione.
Si è lamentato per ore. Tanto che è stato necessario piantonare la sua camera, all’interno dell’Utic del monoblocco (dove si trovano alcuni pazienti del reparto di Neurologia a cui il 49enne è in carico). Un operatore socio sanitario è stato con lui tutto il giorno, per evitare che compiesse gesti estremi.
Una vicenda tragica che, proprio ora sta vivendo la sua fase più delicata. Joselito Marchini, il marmista 49enne da anni ormai dedito esclusivamente alle cure e all’assistenza della madre malata di Alzheimer, adesso sta meglio. E proprio per questo è stato informato dell’accaduto: o meglio solo della morte della madre.
Le tre versioni contrastanti di Ioselito Per ricostruire quanto accaduto alle 14 e 20 di lunedì scorso in viale Zaccagna, sarà fondamentale la testimonianza di Joselito Marchini. Ma intanto, dalla prime versioni date ai medici, si rincorrono le contraddizioni e, soprattutto, sarebbe apparso molto chiaramente uno stato psichico confusionale del 49enne, ancora sotto choc per l’accaduto. Secondo fonti ospedaliere, infatti, l’uomo avrebbe detto che la vecchia madre è inciampata e lui, spaventato le si è buttato dietro. Una ipotesi, questa, difficile da avvalorare dagli inquirenti che in quel balcone dal parapetto alto un metro e dieci hanno passato ore durante i rilievi tecnici. Impossibile pensare che la donna, possa essere inciampata e caduta in avanti, anche a causa della sua esigua altezza (superava di poco il metro e cinquanta).
Poi l’uomo avrebbe dato un’altra versione: «Ho visto la mamma stesa laggiù e mi sono lanciato». Anche in questo caso si tratterebbe di una versione difficile da riscontrare, anche perché sul terrazzo dell’appartamento al primo piano della residenza Milena non sono state trovate nè una sedia e nè una scala. L’anziana, che aveva anche dei problemi seri a un’anca, non ce l’avrebbe mai fatta da sola ad arrampicarsi per poi lanciarsi nel vuoto.
L’ultima ricostruzione dei fatti, infine, è quella che ha palesato lo stato confusionale di Joselito Marchini. L’uomo, infatti, avrebbe confidato che tutto quanto è successo si trova inciso in un registratore, utilizzato per riprodurre musica dal computer. In una sorta di scatola nera della vicenda che non ha alcun riscontro con la realtà.
Nessun testimone oculare: il 49enne non è in stato di fermo Un dramma familiare che sta assumendo sempre di più i contorni anche di un dramma della follia e della disperazione. Intanto per quel che riguarda le indagini, il 49enne non è in stato di fermo. Manca, infatti, un testimone oculare, qualcuno che abbia visto come si sono svolti i fatti.
L’unica testimonianza, raccolta sul luogo della tragedia, è relativa al momento immediatamente successivo, quando i due corpi, di mamma Armandina e di Ioselito erano già stesi sul cortile.
La polizia ha fatto tutti gli accertamenti del caso, adesso il fascicolo è nelle mani del pubblico ministero.
Domani i funerali di mamma Armandina È arrivato il nulla osta per la sepoltura per la madre di Joselito (che lo ricordiamo ha anche due sorelle, Manuela e Stefania). I funerali di Armandina Giannarelli si svolgeranno domani alle ore 16 presso al chiesa della Natività di Maria Santissima a Nazzano.
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