Il Tirreno

Imu, il Comune incassa oltre 7 milioni di euro

di Claudio Figaia
Imu, il Comune incassa oltre 7 milioni di euro

Evasione contenuta, introiti di giugno in linea con le stime fatte dal Comune Entro dicembre l’entrata salirà a 23 milioni. Con il rischio di aumenti

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MASSA. Effetto Imu per le casse del Comune: l’amministrazione fa i primi conti, accerta che i massesi la prima rata dell’imposta sulla casa l’hanno pagata quasi tutti (nel senso che l’evasione risulta a livelli minimi e “fisiologici”) e che gli introiti sono in linea con le previsioni della vigilia. Ossia, dalle tasche dei contribuenti alla contabilità municipale c’è stato un flusso di denaro attorno ai 7 milioni di euro. Anzi, i contribuenti ne hanno versati molti di più (il gettito complessivo annuo è stimato sui 35 milioni), ma una buona parte di questo fiume di euro viene direttamente deviato verso le capienti casse del governo centrale.

«Gli introiti corrispondono alle nostre aspettative; secondo le previsioni del mimnistero l’incasso avrebbe dovuto attestarsi attorno ai 9 milioni, ma, come è stato ripetuto più volte da tutti i sindaci e da tutte le amministrazioni civiche, le cifre ministeriali sono chiaramente sovrastimate», commenta l’assessore alle Finanze Alessandro Volpi.

Si tratta, comunque, come i contribuenti hanno imparato quando si sono cimentati nella prova di calcolare da soli (o con l’aiuto di Caf e commercialisti) l’ammontare dell’Imu, solo dell’acconto. Il saldo dell’imposta dovrà essere pagato entro il 17 dicembre (per la prima casa, invece, le rate sono tre: la seconda entro il 17 settembre, la terza, a dicembre). Alla fine dell’anno, i cittadini e le imprese del nostro comune avranno versato per l’Imu nelle casse comunali qualcosa come i 23 milioni di euro. Una cifra superiore, stavolta, a quella ipotizzata da Roma sulla base delle aliquote base (che è di 20 milioni circa). Tradotto: grazie alla applicazione dell’aliquota massima sulle seconde case sfitte – in sostanza le oltre7mila abitazioni usate per vacanze, in gran parte a Marina – il Comune di Massa conta di ottenere un maggior gettito di 3 milioni.

Una bella iniezione di denaro fresco e subito utilizzabile. Ma non sufficiente a mettere a posto i conti dell’amministrazione: gli introiti della imposta sulla casa non basteranno infatti, fanno osservare a palazzo civico, a compensare la riduzione dei trasferimenti dallo Stato che si sono – facciamo conti all’ingrosso – da 16 a 6 milioni in questi ultimi anni.

Insomma: noi (contribuenti) continuiamo a pagare, ma i soldi sembrano non bastare mai. Tanto che non sono escluse sorprese. La legge in materia Imu consente, infatti, alle amministrazioni comunali di modificare le aliquote fino al 30 settembre. Lo Stato, a sua volta, può intervenire a modificare le aliquote base fino a dicembre. Dunque non è possibile escludere che da qui a fine anno ci siano ritocchi e ulteriori aggravi per i portafogli dei contribuenti. L’intenzione dell’amministrazione – sindaco Pucci e assessore al Bilancio lo hanno dichiarato più volte – è di non ri-mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Cioè: le aliquote resteranno immutate almeno per quest’anno. Ed è probabile che sia così, visto anche che si avvicinano le elezioni e per la maggioranza Pucci sarebbe abbastanza autolesionistico aumentare le imposte a meno di un anno dal voto. I conti, tuttavia, devono tornare, compresi quelli dello stato centrale. Che potrebbe decidere di rivedere le aliquote da qui a dicembre, costringendo i contribuenti a un sostanzioso conguaglio. Del resto le tasse non finiscono mai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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