Il Tirreno

«Viveva per lei, la madre era la sua vita»

di Alessandra Vivoli
«Viveva per lei, la madre era la sua vita»

Lo sconcerto dei vicini e degli amici dopo la tragedia di viale Zaccagna: «Se girate il mondo non trovate un figlio così»

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CARRARA. «Se voi girate tutto il mondo non lo trovate uno che ha fatto per sua mamma quello che ha fatto Jose. Lui viveva per lei, era suo prigioniero».È sconvolto Francesco Mosti. Da 18 anni abita davanti a quell’appartamentino al primo piano della residenza Milena, al numero 52 di viale Zaccagna, dove ieri nel primo pomeriggio si è consumata una tragedia. Iose, Ioselito Marchini, 49 anni, un passato da marmista e un presente di lavoretti saltuari, nei traslochi e nella pulizia delle cantine, è precipitato dal balcone, insieme alla madre, Armandina Giannarelli di 81 anni, che, nella caduta è morta. Lui, invece, è ricoverato in condizioni gravi all’ospedale cittadino. Le indagini sono in corso, ma l’ipotesi più plausibile sembra che si tratti di un omicidio suicidio: il figlio, forse preoccupato dall’aggravarsi delle condizioni di salute della madre, malata diAlzheimer, che accudiva da anni, già da prima che, tre anni fa, morisse il padre, avrebbe compiuto un gesto estremo. Decidendo di mettere fine, ancora una volta insieme, e per sempre alle loro vite. Con un volo di cinque metri, nel cortile di casa, alle 14 e 20 di un pomeriggio di canicola. È difficile immaginare, infatti, che la madre, alta poco più di un metro e cinquanta e con il fisico minato, e scarno, a causa della malattia, possa essere stata in grado di arrampicarsi su un parapetto di un metro e dieci di altezza, senza l’ausilio di una sedia (e sul balcone non ne sono state trovate). Non solo, sulla balaustra esterna è stata rinvenuta un’impronta digitale del 49enne, che attesterebbe la ricostruzione dei fatti più plausibile: l’uomo ha sdraiato la madre sul parapetto e l’ha gettata giù. Poi si è lanciato nel vuoto. Un fatto tragico che ha sconvolto la residenza di viale Zaccagna. Quelle basse palazzine vista mare abitate per lo più da villeggianti, hanno vissuto un pomeriggio di sconforto. E di grande dolore.«Qui li conoscevamo tutti - dice Fabio Mallegni - Io abito poco distante, li vedevo ogni mattina: lui teneva a braccetto la mamma, che soprattutto negli ultimi tempi aveva problemi a camminare, e l’accompagnava a prendere un po’ di fresco. Non saltavano un giorno».

«Lei, la madre di Iose, l’ho vista a mezzogiorno e mezzo - dice sconvolto Osvaldo Andreani, marmista che lavora in uno dei depositi della zona - Mi ha salutato. Non mi sembra vero quello che è successo. Erano legatissimi: lui la portava anche al mare, faceva tutto per lei». Un rapporto madre-figlio che, a tutti, sembrava indissolubile. «Armandina aveva anche altre due figlie, Manuela e Stefania, sorelle di Ioselito, ma si vedevano poco» dicono le vicine di casa.

Adesso a tutti, in questi balconi stretti, e nel cortile silenzioso, dove per ore è rimasto a terra il corpo di Armandina, coperto con un lenzuolo bianco, quanto è accaduto sembra impossibile.

«Mia moglie stava gettando la spazzatura, ha visto i due corpi a terra e ha cominciato ad urlare - dice un villeggiante di Parma - È corsa giù in cortile e l’uomo ha provato ad alzarsi e ha detto: “cosa è successo?”». Forse anche per lui è stato il risveglio da un incubo.

Adesso è in ospedale, la madre da ieri sera ancora accanto a lui. In obitorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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