Il Tirreno

La gelateria Paradiso festeggia alla grande le nozze d’argento

La gelateria Paradiso festeggia alla grande le nozze d’argento

Venticinque anni di attività, stasera fuochi d’artificio buffet e musica e ovviamente... gelato per tutti

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MARINA DI CARRARA. Attenzione a qualità, prezzo e servizio e una perfetta unione e gestione familiare. Sono questi i segreti del successo della Gelateria Pardiso di Viale Colombo a Marina di Carrara che quest'anno compie 25 anni di attività.

A festeggiare le nozze d'argento dello storico chiosco, insieme ai titolari Giorgio e Franca Giannotti e al figlio Daniele, questa sera alle 21 ci saranno proprio tutti: dal sindaco di Carrara Angelo Zubbani e il vice sindaco Andrea Vannucci, ai rappresentanti di Amia e Proloco e soprattutto i tanti amici, familiari e clienti della storica gelateria nonché i club associati come i Vespa Club di Carrara e il Fiat 500 Club Italia.

Sarà una evento di puro divertimento e all'insegna dello spettacolo quello organizzato dalla famiglia Giannotti che per la ricorrenza assicura di non farsi mancare proprio nulla. A riscaldare l'atmosfera ci saranno infatti fuochi d'artificio, majorette, buffet freddo e gadget per tutti i presenti e, ovviamente, un buon gelato per dessert. Il taglio del nastro sarà affidato alla signora Franca, padrona di casa della serata.

Un compleanno in grande stile per suggellare un sogno oramai realizzato. «Tutto è iniziato nel lontano 1987 - racconta Giorgio Giannotti - da una scommessa con me stesso. Facevo il rappresentante di pentole, ero sempre in giro, ma ad un certo punto ho avuto bisogno di fermarmi e stare di più con la famiglia. La vera sfida è stata credere in questo, in mia moglie, nei miei figli e anche nella mia città. Ho lasciato tutto senza pensarci troppo su e ho acquistato questo terreno di 640 metri quadrati che, al tempo, era deserto e veniva usato come parcheggio per l'Internazionale marmo e macchine. Da lì ho iniziato a rimboccarmi le maniche. Una trattativa lampo - spiega ancora Giannotti - con un compromesso al 90% del valore, insomma un vero colpo di testa di cui, però, non mi sono mai pentito».

Ma perché puntare proprio sul gelato?

«La vera esperta nel campo - dice Giorgio - era mia moglie, io ho imparato tutto da lei. Franca aveva frequentato un corso da maestri gelatai, io mi sono affidato alla sua competenza e poi il resto è venuto da sé».

Una avventura intrapresa con grande forza di spirito e con il sorriso sulle labbra, anche se non sono mancati momenti difficili.

«Il periodo più duro è stato il primo inverno subito dopo l'apertura fatta a luglio. Anche se all'inizio non ci conosceva nessuno - spiegano i titolari - i mesi estivi grazie anche all'afflusso e al passaggio dei bagnanti siamo riusciti a superarli, ma con l'arrivo del freddo abbiamo dovuto ingegnarci».

Come andare avanti quindi? «Con l'astuzia - risponde sempre Giannotti - e tanta determinazione. La scuola del porta a porta ha rovesciato la situazione. Da rappresentante di pentole mi sono improvvisato venditore di gelato a domicilio, o meglio, suonavo ai campanelli e offrivo una vaschetta di gelato e se i clienti restavano soddisfatti il giorno dopo me la facevo pagare. Questo metodo è riuscito a risollevarci, ma soprattutto a farci conoscere e a darci la forza e il giusto entusiasmo per andare avanti».

Anche la scelta del nome non è stata casuale.

«Paradiso» si riferisce alla bellissima e omonima isola della Polinesia ricca di fiori e palme. «Ma dato che la Polinesia è lontana e anche il Paradiso - scherza Giannotti - io ho voluto ricreare la mia isola felice qua». Pochi tavoli, niente televisore neppure in occasione di mondiali o Europei, ma un bel giardino curato dove i piccoli possono correre e giocare. E' stata questa, infatti, la scelta stilistica su cui i due coniugi hanno voluto puntare. Un luogo di relax, bello alla vista dove le famiglie possono fermarsi a gustare un buon gelato lasciando liberi di divertirsi sul prato i loro bambini. «Tre anni fa abbiamo fatto l'ultimo ampliamento, inserendo i servizi igienici e il gazebo esterno. Un domani - svela il titolare - se fosse possibile non mi dispiacerebbe l'idea di poter fare una terrazza o rialzare la struttura di un piano, magari con una bella vetrata. Di certo un locale come questo non va venduto, bisogna continuare a crederci nonostante i lunghi orari estivi a cui siamo sottoposti. Ma giunti al traguardo dei 25 anni oramai posso affermare che questa attività mi ha dato e continuerà a darmi grandi soddisfazioni sia dal punto di vista lavorativo che familiare».

Maria Corsini

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