Il Tirreno

Il figlio in ospedale, non è in stato di fermo

Il figlio in ospedale, non è in stato di fermo

Sono ancora in corso gli accertamenti, e sarà fondamentale avere la testimonianza dell’uomo

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CARRARA. Il corpo di Armandina Giannarelli, coperto da un lenzuolo bianco, con le ciabatte marroni, poco distanti, è rimasto per oltre due ore nel cortile della residenza Milena.

È stato difficile, per chi vive nelle palazzine basse di viale Zaccagna, distrarre i tanti bambini che a quell’ora erano in casa. Le nonne, sui balconi, cercavano di tappare, con i panni stesi la vista di quello scempio. Per tentare di non dare spiegazioni di quel lenzuolo e della macchia di sangue, poco distante.

Sono stati tanti, e accurati, i rilievi svolti da polizia e carabinieri che hanno esaminato il balcone in cui è avvenuta la tragedia. Ma anche l’Ape rossa, usata da Ioselito Marchini per i lavoretti saltuari di cui, sempre più di rado si occupava: piccoli traslochi, svuotamento cantine e quant’altro. Al setaccio è stata passata anche la macchina, la Peugeot bianca, di Ioselito.

Tutto alla ricerca di un biglietto, di un messaggio. Qualcosa in grado di spiegare quanto accaduto. Sono stati ascoltati anche i testimoni: i vicini di casa, che hanno sentito un colpo, forte, poco dopo le due del pomeriggio.

Le indagini, di cui si sta occupando la polizia coordinata dal dirigente Giuseppe Marinai, sono in corso. Il pubblico ministero che si occupa della vicenda è la dottoressa Alessandra Conforti.

Ieri, a tarda sera, erano ancora in corso gli accertamenti: Ioselito Marchini al momento è ricoverato in ospedale a Carrara. E non è in stato di fermo.

Sicuramente nelle prossime ore sono attesi degli sviluppi: molto dipende anche dalle condizioni del ferito. Sarà fondamentale, infatti, per gli inquirenti potere o meno ascoltare la sua versione dei fatti.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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