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Accusati di aver diffamato i partigiani

Accusati di aver diffamato i partigiani

Processo a Roma per tre esponenti della Destra, fra cui i carraresi Gianni Musetti e Luca Lorenzi

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CARRARA. L'ex-consigliere comunale della Destra Gianni Musetti è stato citato a giudizio dalla procura di Roma con l'accusa di diffamazione nei confronti dei partigiani assieme ad altri due membri della redazione del sito www.ladestra.info, cioé Luca Lorenzi, carrarese di 30 anni, e Mattia Carminati, di Bergamo, di 27 anni come Gianni Musetti.

Secondo il capo d’imputazione, avrebbero pubblicato sul sito una foto, a corredo di un articolo, in cui è ritratto un gruppo di partigiani su cui era stata aggiunta una scritta a caratteri cubitali, a corredo di un articolo dal titolo “I partigiani gli uccisero la moglie, dopo 54 anni arriva la giustizia”; il tutto, tale da indurre a credere - fa notare il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Giovanni Bombardieri - che i partigiani, oltrettutto qualificati come "infami", fossero anche colpevoli, fatto non corrispondente al vero, delle lungaggini relative al riconoscimento della pensione di guerra al vedovo. Il fatto risale al febbraio 2008. A denunciare Musetti e gli altri gestori del sito il legale rappresentante dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Roma ed è per questo che del fatto si sta occupando da quattro anni la procura della Capitale.

Nel frattempo il sito www.ladestra.info, una sorta di aggregatore di notizie e articoli dell'area della destra italiana, gestito da Musetti, da Luca Lorenzi e da altri da più di un anno è stato chiuso. L'ex-consigliere comunale dovrà ora presentarsi assieme agli altri due imputati il prossimo 23 ottobre al tribunale di Roma per la prima udienza. «E' una decisione incredibile - commenta Luca Lorenzi, uno dei tre rinviati a giudizio - pensare che la redazione si era scusata ed aveva cancellato l'articolo che, tengo a precisare, non era stato scritto da noi ma riportato da un altro sito. Pensavamo fosse un fatto chiuso da tempo, certo non ci aspettavamo una denuncia. Evidentemente qualcuno ci ha voluto ricamare politicamente».

Molto più duro Gianni Musetti:«E' assurdo che dopo 4 anni dal fatto un procuratore decida di rinviare a giudizio, questo è l'esempio di come funziona la giustizia italiana - commenta - vogliono perseguire un reato d'opinione. Ora non è più neanche possibile dire che alcuni partigiani violenti hanno commesso reati o omicidi. Sembra di essere in un tribunale sovietico se non si può dire neanche più come sono andati certi fatti. E comunque l'articolo era stato riportato da un altro sito». I tre imputati sono assistiti dagli avvocati Paolo Pasquali e Giovanni Macchiarini. (m.b.-l.bo.)

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