Il Tirreno

L’assessore

«Va rivendicata l’anomalia degli Arancioni»

MASSA. «Quello che nel resto d'Italia sta avvenendo oggi, ossia la ribellione alle gerarchie di partito, la creazione di liste civiche, il movimento della società civile, a Massa è successo nel 2008....

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MASSA. «Quello che nel resto d'Italia sta avvenendo oggi, ossia la ribellione alle gerarchie di partito, la creazione di liste civiche, il movimento della società civile, a Massa è successo nel 2008. Qualcuno fa finta che non sia accaduto e prepara liste elettorali improvvisandosi nuovo».

Pensieri e parole di Carmen Menchini, assessore alla cultura che al turismo, che in una lunga lettera - che sintetizziamo - guarda alla svolta del 2008 per parlare del domani, delle grandi manovre verso le amministrative del 2013.

«Sono tutte rose e fiori? Certamente no! - scrive -Ho espresso critiche e dissenso, quando li sentivo, nelle sedi istituzionali e nei miei interventi sulla stampa locale. Piccole punture di spillo per indirizzare il bilancio verso scelte diverse: quelle che avrei fatto se avessi avuto l'ultima parola, rispettando però sempre il principio che lo spirito di squadra è superiore al "bel gesto" del singolo. Fino a ieri respiravo attorno a me il coraggio delle scelte fatte dalla mia maggioranza. Solo un anno fa abbiamo salutato i successi di Pisapia e De Magistris come esempi di una linea di cui ci siamo considerati i pionieri. Oggi i nostri avversari hanno sempre le stesse facce, dicono le stesse cose, non fanno un filo di autocritica e noi che facciamo? Torniamo indietro? Prepariamo un'ammucchiata spartitoria? Tutti uniti nel fare ciascuno i propri interessi? In quel caso saranno ancora una volta i re delle preferenze a sottomettere merito e competenze, e gli interessi della città verranno sempre dopo! È da questo genere di alchimie che sono uscite le nefandezze del Cimitero e i buchi del Cermec - conclude Menchini - Che fare? Oggi più di ieri è necessario rivendicare l'anomalia di Massa. Altro che superarla! Semmai si tratta di approfondirla, perché non ha ancora dato tutti i suoi frutti. Non sono così ingenua da disdegnare accordi e alleanze. Ma c'è una condizione da rispettare: si può fare meglio solo se si prende atto che a Massa una "rivoluzione" è cominciata. La cosa più saggia non è interromperla, ma proseguirla!».

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