Il dolore
Notte Bianca nel segno del Tricolore
Un trionfo la festa che apre l’estate. I negozianti: «Non si è visto un cliente ma è la promozione giusta per la città»
MASSA. “La notte è piccola per noi”, cantavano le gemelle Kessler. E piccola, troppo piccola è sembrata la notte di Massa sabato scorso per contenere l’invasione di visitatori che hanno affollato le strade del centro per la Notte Bianca. Migliaia e migliaia di persone hanno partecipato al rito che apre le “Cento notti d’estate” e che quest’anno, ribattezzato “Le luci nella notte”, è stato organizzato direttamente dall’assessorato alla cultura del Comune di Massa.
Strade chiuse dalle 18, ad ogni passo è un evento diverso. Qui il mercatino ambulante, là il concerto, più là ancora la danza in aria di ginnaste-farfalle, dietro l’angolo la mostra d’arte. Massa è un caleidoscopio di colori, suoni e profumi.
I primi a buttarsi a capofitto nella festa sono i bambini che fin dal pomeriggio spengono fuochi di legno, si arrampicano su case di cartone, si calano dal palo e volano sulla teleferica come dei veri pompieri a Pompieropoli, la cittadella allestita in largo Matteotti dal comando dei vigili del fuoco che per tutta la sera hanno fatto divertire i piccoli. Sui palchi delle piazze Aranci, della Conca, Palma, Garibaldi e Martana si sono dati il cambio i Foyerback, Gabriele Mazzanti, Redenoir, All Band, Enarmonia. Piazza Aranci ha ballato con Caribe Loco mentre l’associazione Gais ha animato le strade insieme ai classici mercatini curati da Artigegno e Relax.
La Notte Bianca non è stata solo una notte chiassosa e scoppiettante. Nel tourbillon degli eventi c’è stato spazio anche per la cultura, con il rifugio Antiaereo della Martana, la Biblioteca Civica e la Mostra della Resistenza 1943-1945 aperti e con la bella mostra, organizzata dall’associazione Isa (Italian spirit of art), dei progetti artistici degli studenti della 2ª B del liceo artistico “Felice Palma” di Massa, esposti insieme ad opere di ex studenti che si sono affermati come artisti.
Il clou, come da programma, con i fuochi d’artificio dal castello Malaspina, vere opere d’arte pirotecnica che hanno tenuto con il naso all’insù tutta la città. E che nei colori hanno lanciato un saluto anche alla Nazionale, con una figura bianca, rossa e verde (foto in alto).
Una festa colorata e vivace e, va detto, mai scomposta a parte qualche broncio per il traffico rivoluzionato e i parcheggi.Per il resto, folla festante per ogni dove, tranne che lì, dentro i negozi. Che sono rimasti aperti tutta la sera ma che, fatti i conti, hanno visto ben pochi clienti. «Siamo aperti soprattutto per solidarietà – spiegano alla boutique Evangelisti in viale Eugenio Chiesa – perché questa è una fiera, è bello e giusto che i negozi stiano aperti, ma non è un momento per fare acquisti. Chi si mette a provarsi abiti e poi andare in giro con la busta a vedere i fuochi?». Qualcuno rimane aperto fino all’1 per cogliere il flusso di chi ritorna dai fuochi d’artificio, spiegano da Guess, lì accanto. «Questo è un evento che giova soprattutto a ristoranti e bar – conclude Evangelisti – per gli altri negozi ci sono, d’estate, le aperture serali il venerdì e, d’inverno, la domenica. Ci auguriamo che in queste occasioni i colleghi ristoratori siano altrettanto sensibili e aprano come facciamo noi per loro».
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